ADDIO ALLA DICIASSETTENNE RIMASTA FERITA

Lo schianto di Bure
Costanza
non ce l’ha fatta

Il luogo dell'incidente sulla Sp4
Il luogo dell'incidente sulla Sp4
Il luogo dell'incidente sulla Sp4
Il luogo dell'incidente sulla Sp4

Ha combattuto fino alla fine, sorretta dalle preghiere dei genitori, della sorella gemella, degli amici e compagni di scuola. Ma forza e fede non sono state sufficienti a salvarla. Se n’è andata Costanza Mancini, 17 anni, di Santa Maria di Negrar, rimasta vittima del tragico incidente automobilistico avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 marzo scorso a Bure di San Pietro in Cariano, lungo la strada provinciale 4 della Valpolicella. Fatale il trauma cranico subìto dalla ragazza nell’impatto, oltre a quello toracico.
Insieme alla sorella e due amici, di 18 e 21 anni, viaggiava su una Seat Ibiza dopo una serata trascorsa in compagnia sul lago di Garda, a Peschiera. L’auto era uscita di strada verso le 3,50 in modo autonomo, senza coinvolgere altri veicoli, aveva abbattuto un cartello ed era finita nel vigneto adiacente alla carreggiata. Proprio nel punto in cui quel vigneto si trova due metri sotto il livello stradale. I soccorsi erano stati tempestivi sia da parte degli amici che erano con lei - l’avevano tirata fuori dall’auto e le avevano praticato le prime manovre salvavita come il massaggio cardiaco - sia da parte dei sanitari arrivati sul posto in piena notte insieme ai vigili del fuoco. Le condizioni della giovane negrarese erano apparse subito disperate. Gli altri tre occupanti della macchina, invece, se la sono cavata con qualche ferita. Fortissimo, per tutti e tre, lo shock. La sorella gemella non ricorda bene cosa sia successo. E ora ricordare è più doloroso, oltre che inutile, che mai.
Nei giorni scorsi l’equipe medica dell’ospedale Maggiore di Borgo Trento ha tentato il tutto per tutto, per Costanza, eseguendo d’urgenza un intervento chirurgico per cercare di arginare i danni del trauma cranico. Sono seguite ore e giorni angosciosi, alla Terapia intensiva neurochirurgica dell’ospedale cittadino.
Giorni di coma farmacologico per Costanza e di tragica, disperata attesa per i suoi genitori, il padre Giorgio, avvocato, e la madre Olga Bussinello, molto conosciuta in Valpolicella perché direttore del Consorzio di tutela vini che ha sede a San Pietro in Cariano. Amici di famiglia e colleghi di lavoro, compagni di classe di Costanza e della gemella si sono stretti attorno a loro. Hanno pregato tanto e hanno sperato fino all’ultimo che la ragazza ce la potesse fare e riacquistasse il suo sorriso. Troppo giovane per andarsene, Costanza, che era molto brava a scuola. Ottimi i suoi voti al liceo classico Agli Angeli, dove frequentava il quarto anno. Troppo in gamba per doverla salutare così, d’improvviso, con l’unica, amarissima consolazione di quello che dicevano gli antichi: «Muore giovane chi è caro agli dei». Costanza ha lottato tra la vita e la morte per giorni. Si è aggrappata alla vita con tutte le sue forze e il suo coraggio. Ma, purtroppo, non è bastato.