Paesaggio imbiancato

Tormenta in Lessinia, chiuse la Sp6 ed Sp14. La felicità dei rifugisti: «È la prima vera neve»

Forti anche le raffiche di vento, che in alcune zone, come nel territorio di Sant'Anna d'Alfaedo, hanno abbattuto pali della segnaletica e del telefono
Paesaggio imbiancato tra Roverè e Velo Veronese
Paesaggio imbiancato tra Roverè e Velo Veronese
Prima neve in Lessinia

Prima vera neve della stagione sui monti veronesi. Dal Baldo al Carega, passando per la Lessinia, il paesaggio si mostra totalmente imbiancato dai mille metri di quota in su, mediamente con 10-15 centimetri di neve a terra.

I fiocchi hanno cominciato a scendere ieri sera, proseguito per tutta la notte e ancora questa mattina, con una temperatura di meno un grado alle 10, a 1.500 metri. Forti anche le raffiche di vento, che in alcune zone, come nel territorio di Sant'Anna d'Alfaedo, hanno abbattuto pali della segnaletica e del telefono.

Nel primo pomeriggio di oggi, 22 novembre, è stata temporaneamente sospesa la circolazione sulla Sp 6, nel tratto da località Grietz di Bosco Chiesanuova a località Parpari nel comune di Roverè proprio a causa delle forti raffiche di vento che hanno reso inefficace lo spazzamento neve da parte dei mezzi attivati dalla Provincia (che permangono nell’area). E qualche ora più tardi, intorno alle 17, vento e neve si sono trasformate in tormenta che ha portato alla chiusura anche la Sp14 che da Passo Fittanze va a Erbezzo L'amministrazione provinciale fa sapere che la pulizia della strada, che permetterà di riaprire il tratto, verrà eseguita appena si ridurrà l’intensità del vento.

Il tratto di strada chiuso, della lunghezza di circa 8 chilometri, si trova in una fascia di altitudine compresa tra i 1.200 metri e i quasi 1.500 metri di Malga San Giorgio. In alcuni punti, l’accumulo ha portato alla formazione di 30 centimetri di strato nevoso sull’asfalto. 

Aggiornamento 23 novembre: riaperte entrambe le provinciali.

Neve tra Roverè e Velo (Costantino)

 

La felicità dei rifugisti

Una spolverata di bianco, come ricordano i rifugisti veronesi, era già caduta all'inizio di novembre e, prima ancora, sulle cime più alte, durante una fugace bufera a settembre.

«Questa, però, è la prima vera neve», affermano i rifugisti, dal Chierego sul Baldo al Pertica sul Carega e alle malghe lessiniche, augurandosi che il manto candido possa mantenersi e fare da sottofondo per altre nevicate (benché nei prossimi giorni sia previsto bel tempo).

E l'auspicio non è solo per il turismo montano, cui la neve imprime sempre un'accelerata, ma anche per le riserve idriche del territorio, ai minimi storici dopo l'inverno e l'estate scorsi di grande siccità.

 

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Lorenza Costantino e Marta Bicego