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24.11.2019

I bambini al Bentegodi tifano contro il razzismo

I  bambini delle elementari di Velo con gli striscioni che oggi porteranno allo stadio   FOTO AMATO
I bambini delle elementari di Velo con gli striscioni che oggi porteranno allo stadio FOTO AMATO

Oggi ci saranno anche i bambini della scuola primaria di Velo al Bentegodi per la partita casalinga dell’Hellas Verona con la Fiorentina e in questi giorni si sono preparati con striscioni e strumenti musicali. Saranno in campo per tifare una squadra che deve assolutamente vincere: quella che lotta contro il razzismo e le discriminazioni di ogni tipo. «Ci andiamo per dire che tutti i tifosi sono uguali e noi non vogliamo che ci siano cori razzisti contro un giocatore per il colore della sua pelle o per il suo paese d’origine», dicono convinti in coro. Sul pavimento stanno completando la scritta «Cartellino rosso al razzismo», mentre appeso in corridoio c’è lo striscione già terminato a caratteri cubitali: «A colori è meglio», con decine di mani colorate che rappresentano la propria impronta contro ogni forma di razzismo. I più grandi di quinta, da giorni stanno leggendo il libro dello scrittore franco marocchino Tahar Ben Jelloun «Il razzismo spiegato a mia figlia», un saggio sotto forma di dialogo sul dovere di educare al rispetto e alla tolleranza. «Già lo scorso anno avevamo affrontato il tema delle diversità e quest’anno ci è arrivato l’invito a partecipare all’iniziativa Gioca con la tua classe promossa dall’Hellas Verona. Abbiamo aderito volentieri perché in linea con quello che da tempo stiamo affrontando nel nostro programma formativo», spiega l’insegnante Roberta Castagna. Il dirigente scolastico Alessio Perpolli, responsabile dell’istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova, a cui la scuola appartiene, favorisce questo tipo di approccio: «Tutto l’istituto lavora per applicare l’articolo 3 della Costituzione che riconosce la pari dignità e l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. È la nostra risposta alla proposta di educazione civica nella scuola, applicata fin dai primi anni», commenta. Saranno un’ottantina allo stadio, fra alunni, insegnanti, genitori e accompagnatori perché la società ha aperto i cancelli favorendo l’ingresso al prezzo di un euro anche a tutti i familiari. I bambini sono entusiasti e caricatissimi: sanno tutto, anche delle vicende poco sportive che a volte coinvolgono il mondo del calcio e le tifoserie più agitate, ma loro sono tranquilli e guardano con fiducia alla partita e al futuro. Per qualcuno sarà un ritorno atteso, per altri una novità, per tutti un evento particolare perché sarà una lezione di vita anche a tanti tifosi più grandi. •

V.Z.
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