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02.06.2019

Una struttura per gli autistici Il sogno di due genitori è realtà

La cerimonia di inaugurazione della nuova struttura destinata agli autistici e ai loro cari FOTO AMATO
La cerimonia di inaugurazione della nuova struttura destinata agli autistici e ai loro cari FOTO AMATO

Abal onlus (Associazione bambini autistici Lessinia), grazie ad una convenzione con l’Ulss 9, ha una propria struttura nei locali che erano stati dell’ex portineria dell’ospedale di Marzana, proprio all’ingresso della struttura sanitaria dove c’è anche il Centro diagnosi, cura e ricerca per l’autismo (Cdcra). È un grande passo in avanti per l’associazione fondata sei anni fa dall’attuale presidente, il tregnaghese Nicola Marcolini, e da sua moglie Emanuela Busti, genitori di un bambino autistico, che si erano proposti di aiutare il più possibile le persone con questa sindrome e supportare le loro famiglie. La struttura inaugurata a Marzana, alla presenza del direttore dei Servizi socio-sanitari dell’Ulss 9, Raffaele Grottola, del sindaco tregnaghese Simone Santellani e di diversi operatori impegnati nel campo, con i bambini loro affidati e i loro genitori, si propone di offrire servizi e prestazioni socio-educative ai soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico. «Il progetto l’ho pensato con mia moglie», racconta Marcolini, «coinvolgendo in questa avventura tanti amici e familiari, aziende private, enti e fondazioni che negli anni ci hanno aiutato e creduto nel nostro piccolo sogno: diventare riferimento per le famiglie fin dai primi momenti, quelli più difficili da affrontare, ovvero la diagnosi». Nicola cita le tante aziende di tutta la provincia, che hanno permesso la realizzazione, il sindaco di Tregnago Simone Santellani e il presidente del Bim Adige Franco Rancan, vicini fin dalle origini, «e i tanti volontari che, lavorando con Denis Vinco e i fratelli Gaspari, hanno creato un luogo bello e accogliente». La psicologa e psicoterapeuta Sara Stevan, con la responsabile della comunicazione e servizi Micaela Soro, spiegano come saranno utilizzati i quattro locali a disposizione dell'associazione. «Sarà attivo il progetto Intera famiglia: intera nel senso che puntiamo all’interazione e a coinvolgere tutti i suoi membri, rispondendo a quelle esigenze sociali sulle quali il servizio pubblico non può intervenire», chiariscono. Citano poi il «parent listening»: uno sportello sollievo rivolto non solo ai genitori, ma a tutte le parti coinvolte, anche nonni, zii, parenti e amici. Oltre al «Sibling listening», temine che indica i fratelli e le sorelle di persone con disabilità, bisognosi di ascolto, di elaborazione e condivisione di esperienze legate ad un sistema famiglia spesso concentrato sulla persona disabile perché più in necessità e poco attento alle loro difficoltà. Ed ancora la «Play therapy», la stanza del gioco, dove emozioni, tensioni, insicurezze, ostilità e confusione vengono annunciate attraverso il gioco come strumento per comunicare e modificare i propri comportamenti, sviluppare abilità e relazionarsi con gli altri. Ad Umberto Caroleo e al gruppo di Green media team è invece affidato il compito della comunicazione attraverso internet che sul sito di Abal.it cura la sezione dedicata a Intera Famiglia. «Un bel megafono per farci conoscere e incontrarsi», ha spiegato. Grottola ha voluto collegare la realtà simbolica di Marzana, antico manicomio, «con la realtà odierna che richiama numerosi servizi e per la quale è necessario trovare il giusto coordinamento per utilizzarli al massimo. Voi siete esempio e stimolo, veri protagonisti, e vedere questo, una famiglia che si è impegnata a realizzare un sogno, proprio all’ingresso della struttura, ci dà fiducia in un futuro migliore dove la vostra esperienza possa dilagare». «Complimenti ad Emanuela e Nicola che partendo da soli, con impegno e perseveranza hanno saputo guadagnarsi la stima e l'amicizia di tanti lungo il percorso», ha concluso Santellani. «Come enti pubblici dobbiamo sostenere queste iniziative che sopperiscono alle carenze del sistema pubblico». •

V.Z.
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