Nuova stagione, solito problema

Si moltiplicano i «furbetti» delle castagne: l'appello dei produttori disperati

Una richiesta comune che dalla Lessinia, nelle zone di San Mauro di Saline e Roverè Veronese, fa eco al Baldo con San Zeno di Montagna, dopo giornate di sole che hanno favorito passeggiate all’aria aperta
Un cesto di marroni della Lessinia
Un cesto di marroni della Lessinia
Un cesto di marroni della Lessinia
Un cesto di marroni della Lessinia

Nuova stagione, solito problema: raccoglitori non autorizzati che, con capienti zaini e cestini, «depredano» i castagneti privati di castagne e marroni. A dare l’altolà, ricordando di non fare incetta nei boschi senza avere prima l’autorizzazione dei proprietari, sono i castanicoltori veronesi. Voce comune che dalla Lessinia, nelle zone di San Mauro di Saline e Roverè Veronese, fa eco al Baldo con San Zeno di Montagna, dopo giornate di sole che hanno favorito passeggiate all’aria aperta. Non va bene, però, quando lo svago degli escursionisti si trasforma in danno economico per chi trae da queste produzioni sostentamento economico.

 

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«Non possiamo delimitare i nostri appezzamenti nei boschi», esordisce Laura Dalla Riva, presidente Coldiretti di Roverè Veronese, «ma è evidente che i castagneti sono di proprietà privata, vengono coltivati e curati con interventi per facilitare la raccolta dei ricci che cadono al momento della maturazione. Purtroppo, troviamo persone che, senza chiedere il permesso, raccolgono prodotti che per noi rappresentano una fonte di reddito». Chi vuole acquistarli, ricorda, «può farlo direttamente dai produttori, ai mercati a km zero o durante la tradizionale festa o, se proprio vuole raccoglierli, attendere la metà di novembre quando il grosso della produzione è terminato e su preventiva autorizzazione della proprietà».

Qui Lessinia. Per il Marrone di San Mauro è una discreta annata, riassume il presidente dell’Associazione castanicoltori della Lessinia, Pietro Alberti: «Dopo una primavera asciutta, le piogge di agosto hanno salvato la produzione. I frutti sono sani e molto dolci». A pochi giorni dalla tradizionale sagra di San Mauro, in programma il prossimo fine settimana nel capoluogo, si unisce all’appello di Coldiretti, richiamando al buonsenso i «furbetti» che si aggirano tra i castagneti, in particolare negli appezzamenti vicini alle strade di maggiore passaggio: «Sebbene un frutto sia a terra, non significa che possa essere raccolto». Anche quest’anno il sindaco di San Mauro, Italo Bonomi, ha firmato un’ordinanza valida fino al 20 novembre che vieta espressamente l’accesso ai boschi e ai castagneti, e comunque durante la raccolta, indicando le relative sanzioni.

Qui Baldo. «Gli amanti delle castagne, spesso, si dedicano alla raccolta abusiva dei frutti in terreni di cui non conoscono i conduttori, recando un danno a chi lavora per sostenere una produzione tipica del territorio», sottolinea Simone Campagnari, presidente del Consorzio del Marrone di San Zeno Dop e presidente Coldiretti zonale. Conclude: «Le persone devono informarsi se ci sono zone in cui è consentito raccogliere le castagne e non sentirsi libere di sottrarre i frutti nei castagneti privati». I marroni locali vengono venduti in retine chiuse con apposito sigillo del Consorzio.

Marta Bicego