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20.04.2019

Presepe di Pasqua per aiutare i poveri

Il grande crocofisso e il presepe pasquale FOTO AMATO
Il grande crocofisso e il presepe pasquale FOTO AMATO

Sarà ancora il grande crocifisso, alto sei metri con un’estensione dei bracci di tre metri, a dominare la scena del presepe pasquale, una particolarità che una quindicina di giovani dell’Unità pastorale della Lessinia orientale, che fa capo alla parrocchia di San Bartolomeo delle Montagne, aprirà la notte della vigilia di Pasqua, restando visitabile dalle 9 alle 19 tutti i giorni fino al prossimo settembre. «È nato sull’onda del presepe natalizio, dallo stesso gruppo che una volta smontati Natività e pastori della monumentale riproduzione, si è chiesto che cosa avrebbe potuto preparare per Pasqua», ricorda Giuseppe Anselmi che coordina il gruppo dei volontari impegnati nell’ultimo mese quasi tutte le sere per progettare e costruire il presepe pasquale. «Ora i due eventi fanno parte della nostra storia di crescita e anche di quella del paese perché ne siamo parte e vediamo coinvolti a vario titolo anche quanti materialmente non ci mettono le mani», sottolinea Anselmi, che annuncia il tema di quest’anno, legato all’Eucarestia e mutuato dai discorsi di madre Speranza di Collevalenza, la religiosa mistica spagnola oggi venerata come beata. Per rendere plasticamente il messaggio della trasformazione del corpo di Cristo in pane per i credenti è innalzato dietro la croce un monumentale ostensorio alto sette metri e mezzo, costruito con diversi materiali: in legno, polistirolo e stucco dorato. Il presepe si presenta con due scenari: «A destra la croce con la morte di Cristo, lampi e tuoni. Poi l’ostensorio che si illumina e fa scendere un torrente d’acqua che simboleggia la grazia della salvezza», spiega Anselmi. «A sinistra invece ambientato in un giardino ci sono il pozzo della Samaritana con la statua del Risorto in grandezza naturale che appare a due personaggi vestiti con abiti moderni per attualizzare il messaggio». Su un leggio ricavato da un tronco e aperta la Bibbia e i visitatori sono invitati a prendere da una cassettina i biglietti con indicato un versetto delle Sacre Scritture da ricercare e meditare. Accanto una pietra in rosso ammonitico che simboleggia il sepolcro sul quale si può lasciare un cero acceso. «Il tutto ha richiesto un mese di lavoro per una squadra di una decina di persone che si sono trovate per due o tre volte alla settimana fino a sera tarda, al termine del lavoro o dello studio. Lo facciamo sempre con entusiasmo rinnovato, con l’intento di accogliere i tanti visitatori e tenere unito il paese. Si prenotano per la visita gruppi parrocchiali e organizziamo serate a tema», aggiunge, convinto che sia un’ottima soluzione per tenere unita e sostenere la comunità. Le offerte dei visitatori saranno destinate per i lavori di restauro del tetto della canonica, ma i volontari non dimenticano anche chi vive ogni giorno in situazioni più difficili e fa fatica ad andare avanti. Come ogni anno, con il ricavato del mercatino che mette in vendita prodotti artigianali e diversi tipi di confetture preparate dai volontari, vengono sostenuti i progetti di persone del paese che sono in missione in Guinea Bissau, e Cuba, la casa famiglia di Brentino Belluno dell’associazione onlus Servi Poveri di Cristo di don Provolo e un’adozione a distanza con l’organizzazione umanitaria Save the Children che si occupa dei bambini meno fortunati del pianeta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo
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