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14.06.2019

Apre la casa-museo
dove nacque
mons. Ferrazzetta

A vent’anni dalla morte, avvenuta il 27 gennaio 1999, Selva di Progno celebra il ricordo di monsignor Settimio Arturo Ferrazzetta, primo vescovo della Guinea Bissau, figura esemplare di francescano che ha incarnato fino alla fine dei suoi giorni lo spirito del Poverello di Assisi, tenendo sempre ferma l’umiltà e l’ostinata volontà di essere uomo di pace. In Guinea lo venerano come santo e padre della patria, al pari di Amilcar Cabral, fra l’altro suo coetaneo, ma morto nel 1973 in circostanze mai chiarite, ispiratore e condottiero della liberazione del paese dal colonialismo portoghese.

 

Settimo di dieci figli di Anacleto Ferrazzetta e Lucia Cisamolo, entrò giovanissimo tra i francescani di Chiampo e come per Francesco, la prima missione fu tra gli ultimi, i lebbrosi, «facendosi loro servitore in umiltà», lo ricorda don Sergio Marcazzani, suo segretario per oltre 10 anni. Il 27 gennaio 1999, appena rientrato da Verona dove aveva subito una dolorosa operazione, aveva voluto incontrare le parti belligeranti, nella sanguinosa guerra civile che durava da sette mesi, ma morì improvvisamente stremato nel corpo e nello spirito dalla fatica e dall’ansia di pace. Il suo corpo ora riposa in una cappella nella Cattedrale di Bissau ed è meta di continue visite e soste di preghiera.

 

I suoi parenti hanno voluto donare alla parrocchia di Selva di Progno la casa natale di monsignor Ferrazzetta in contrada Bernardi, che un gruppo di volontari che da anni affiancano in Guinea Bissau le opere del vescovo compaesano, hanno sistemato e trasformato in piccolo museo che conservi, per i posteri che non lo hanno conosciuto, l'opera e la figura.

 

Si aprirà sabato 15 alle 9 al Cum di via Bacilieri 1/A a San Massimo di Verona l’incontro con la presenza del vescovo monsignor Giuseppe Zenti e dei guineani espatriati la memoria di Ferrazzetta fatta da Filomeno Lopez e dal vescovo di Bissau monsignor Josè Camnate Na Bissign.

 

Domenica 16 la festa si sposterà a Selva di Progno con la celebrazione solenne della messa delle 11 presieduta dal vescovo di Bissau e alle 15, in località Bernardi, inaugurazione della casa natale che diventa museo della memoria. Dalle 16, “Mandjiuandad”, le tipiche danze popolari guineane per ricordare persone importanti, chiuderanno la festa.

V.Z.
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