Lessinia

San Giorgio: ecco il progetto con seggiova e zipline

Il rifugio Gaibana a San Giorgio: c’è il progetto per rimettere in moto la seggiovia che lo raggiunge
Il rifugio Gaibana a San Giorgio: c’è il progetto per rimettere in moto la seggiovia che lo raggiunge

Mentre nel resto d’Italia si polemizza sulla decisione del governo di non aprire gli impianti sciistici per contenere il contagio da Covid-19, in Lessinia, dove le settimane bianche sono rimaste un ricordo da cartolina, si prepara il rilancio degli impianti. Lo spunto lo ha dato il bando della Provincia «per la selezione, mediante procedura aperta, di un potenziale concessionario per la realizzazione e la gestione di uno o più impianti a fune in località San Giorgio».

La spalla l’ha offerta l’imprenditore Renato Canteri che ha rilevato il fallimento di Nuova Lessinia spa e con la società Nordwind, di cui è amministratore, si è imposto il rilancio della località in chiave ambientale e di sostenibilità. Questa mattina alle 10 scadeva il termine per la presentazione delle proposte da parte di operatori economici interessati a ottenere il rilascio delle concessioni di linea previste dall’articolo 18 della legge regionale veneta 21 novembre 2008 numero 21, per la realizzazione e la gestione di uno o più impianti nel comune di Bosco Chiesanuova, in località San Giorgio.

Nel bando si precisa che la concessione di linea, una per ogni impianto a fune, «avrà ad oggetto l’esercizio di uno o più impianti di risalita nel comprensorio sciistico di San Giorgio, individuato come area sciabile dal Piano regionale neve (Prn) approvato con delibera della giunta regionale nel 2013».

 

Dopo il fallimento di Nuova Lessinia, e la sosta forzata per anni degli impianti di risalita, è previsto il procedimento per la loro rimozione, ferma restando la possibilità, per chi ne avesse la disponibilità, di proporne la ristrutturazione anche parziale. Ed è quello che Canteri ha deciso con l’offerta che depositerà questa mattina e di cui anticipa a L’Arena le caratteristiche salienti: «C’è il proposito di riattivare la seggiovia esistente, lasciandola sul vecchio tracciato anziché spostarla come pensavamo in un primo momento». «In questo modo potrà servire sia il rifugio nella stagione estiva, sia la pista da sci di discesa Belvedere che resterà intatta nel suo tracciato».

«Resteranno anche il serbatoio di ricarica dell’acqua per l’innevamento programmato con i cannoni sparaneve. Il progetto si affianca a quello più grandioso della geotermia per l’intero complesso degli alberghi e degli appartamenti già avviato per usufruire del superecobonus del 110 per cento lanciato dal governo e destinato alle ristrutturazioni delle abitazioni», fa sapere Canteri. Nell’offerta che Nordwind depositerà questa mattina ci sarà la manutenzione straordinaria della seggiovia con la sua completa revisione e una novità assoluta per la Lessinia: l’installazione di una zipline da Castel Gaibana alla piana di San Giorgio, 1.200 metri di corda d’acciaio e circa 300 metri di dislivello per un volo d’angelo adrenalinico destinato ad animi intrepidi. «È un’idea di mio figlio che ha sperimentato con la sua ragazza la zipline del lago Maggiore e ne sono rimasti entusiasti, tanto da volerla trasferire anche qui. Si vola in totale sicurezza scendendo dai 1.800 metri fino ai 1.500 di San Giorgio per risalire verso il Tomba in cui avviene la frenata e il ritorno alla piana per lo sgancio della carrucola, frenati da un elastico», spiega Canteri. Dunque si salirà in seggiovia e si scenderà a piedi o in zipline. Nella sua testa l’idea c’è già, sulle carte che depositerà oggi ci sono anche il progetto e il piano economico. Ora i tempi dipendono dal rilascio della concessione e dall’approvazione del progetto per la seggiovia e per la zipline stessa. La partenza dei lavori non sarà prima della fine del prossimo anno e l’inaugurazione è preventivata per l’estate 2022. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo