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17.02.2020

Sì ai tagli di legna nel bosco senza permessi

L’operazione del taglio di una pianta in un bosco
L’operazione del taglio di una pianta in un bosco

Ora si può andare a tagliare legna per uso familiare nel bosco senza dover essere autorizzati dalla forestale. È stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto ed è legge il regolamento regionale numero 2 dello scorso 7 febbraio, «Prescrizioni di massima e di polizia forestale». La giunta ha così licenziato in via definitiva un importante regolamento forestale che riordina tutta la gestione forestale. In particolare, piccoli tagli boschivi per consumo familiare di circa 200 quintali di legna all’anno, cioè inferiori a 20 metri cubi lordi nella fustaia (significa che oltre l’80 per cento degli alberi sia nato da seme o rinnovabile solo da seme) e inferiori a 2.000 metri quadrati nel bosco ceduo (dove oltre l’80 per cento degli alberi sia nato da polloni o ceppaia) sono autorizzati senza alcuna preventiva comunicazione. Sono comunque da eseguire su base annua e per quanto riguarda la fustaia non ripetibili sulla stessa particella catastale per i successivi dieci anni. Per interventi inferiori ai 100 metri cubi lordi di legname nella fustaia (alberi che ricrescono dai tronchi residui) e superficie inferiore a 2,5 ettari nel ceduo è sufficiente una dichiarazione di taglio valida per due anni da presentare all'autorità forestale, che può rispondere entro 45 giorni dettando delle modifiche o prescrizioni. Passato questo termine, vale il principio del silenzio assenso. Per interventi pari o superiori a 100 metri cubi lordi di legname nella fustaia o superficie pari o superiore a 2,5 ettari nel bosco ceduo vale il regolamento precedente, che vincola all'approvazione dell’autorità forestale, su progetto di taglio redatto da tecnico qualificato e con validità di quattro anni. Sono questi i passaggi fondamentali che di fatto svincolano interventi di taglio di piccole dimensioni dalla burocrazia precedente. Le ripuliture, gli sfoltì, l’asportazione di piante secche, schiantate, sradicate, divelte o con fusto spezzato non necessitano di alcuna autorizzazione. «Sono procedimenti autorizzativi, particolarmente snelliti rispetto al passato», spiega il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, che in Commissione agricoltura ha espresso «grande soddisfazione per questo importante provvedimento che va nella giusta direzione della semplificazione e sburocratizzazione, da me auspicata e sollecitata da tempo. Negli ultimi cinquant'anni il patrimonio boschivo della nostra montagna, di Baldo e Lessinia, è notevolmente aumentato, a seguito dell'abbandono del territorio. Va incentivata la coltivazione del bosco e non l'abbandono, secondo le buone pratiche forestali. Molti problemi idraulici derivano dall'enorme quantità di legna abbandonata che va ad ostruire i corsi d'acqua, comportando danni enormi a valle, come quelli verificatesi a maggio 2013 nella zona di Montorio e San Martino Buon Albergo. Oggi è più facile raccogliere legna, soprattutto per uso familiare», sottolinea il consigliere, soddisfatto che sia stata accolta la sua proposta, «avanzata da tempo, di sburocratizzare completamente il taglio del bosco ad uso familiare, pur restando valido il rispetto dei criteri di taglio stabiliti dalle norme. Un passo in avanti contro la burocrazia», conclude Valdegamberi. •

Vittorio Zambaldo
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