Badia Calavena

Pulizia del Progno, il parroco scrive al Genio civile: «Non aspettiamo che accada una tragedia»

.
Il Progno e il parroco di Badia Calavena don Dario Adami
Il Progno e il parroco di Badia Calavena don Dario Adami
Il Progno e il parroco di Badia Calavena don Dario Adami
Il Progno e il parroco di Badia Calavena don Dario Adami

Forse è la volta buona, adesso che si è mosso anche il parroco di Badia Calavena, don Dario Adami, «indignato quanto i miei parrocchiani», dice, «per quel boschetto nato nell’alveo del Progno di Illasi, con piante del diametro di 30-40 centimetri. Vedendo i tragici eventi della Sicilia, e di altre situazioni passate in Liguria e in Sardegna, ci domandiamo come sia possibile per questo torrente tanta trascuratezza. Tornavamo dal cimitero e guardavamo indignati il Progno "imboscato"».

Così, per amor di verità e dei suoi fedeli, il parroco ha preso carta e penna e ha scritto al direttore del Genio civile di Verona, Domenico Vinciguerra: «Quando capita qualche evento meteorologico siamo tutti pronti a incolpare il cambiamento climatico, invece spesso è colpa dell’uomo e delle sue negligenze, perché non ci sono programmi di manutenzione ordinaria. Il Progno c’è sempre stato, è invece il bosco che è cresciuto in questi decenni, diventando ormai una foresta impraticabile», lamenta il sacerdote, denunciando anche un pericolo ancor più grave: «Ci stiamo abituando a tale situazione e ad accettare un simile rischio per la cittadinanza. Il sindaco ha chiesto più volte la collaborazione delle associazioni di volontariato per la pulizia dell’alveo, ma pare sia vietato. E allora ci domandiamo come si possa permettere un simile degrado e dimenticare questo pericolo. Ci deve sempre scappare il morto?», chiude con questa domanda la sua protesta, il parroco.

Interrogativo che giriamo al direttore del Genio civile per avere informazioni su che cosa sia stato fatto finora e che cosa ci sia in programma e se davvero ci siano risorse finanziarie per intervenire in via risolutiva sul corso d’acqua che, per la verità, è stato buono a lungo in questi anni di tregende un po’ in tutta la provincia scaligera, ma della cui pazienza sarà meglio non abusare. L’ingegnere Vinciguerra ci dirotta per competenza sull’assessore regionale all’Ambiente, clima, protezione civile e dissesto idrogeologico, Gianpaolo Bottacin, a cui fanno capo Genio civile e Servizi Forestali. «Ci sono stati lavori di manutenzione ordinaria, per i quali abbiamo investito 250mila euro nell’ultimo triennio», precisa l’assessore, «realizzati al fine di migliorare l’efficienza idraulica, attraverso puntuali interventi di movimentazione di materiale in alveo e taglio della vegetazione spontanea. In particolare, il Genio civile ha effettuato manutenzioni ordinarie in vari tratti d’alveo, compresi fra il guado Biondella e il guado a valle della località Spagnoi, nei comuni di Colognola ai Colli e Illasi, per un tratto di circa tre chilometri, e fra il ponte di via Carrozza e lo scarico in Adige tramite il canale Sava, per altri cinque chilometri, nei Comuni di Zevio, Caldiero e Colognola ai Colli». Entro fine mese dovrebbe terminare il taglio della vegetazione nel tratto di un chilometro fra il guado di Scorgnano e quello di Cogollo, nel Comune di Tregnago e alle porte di quello di Badia Calavena. Gli uffici stanno inoltre esaminando alcuni interventi di sistemazione idraulica mediante taglio della vegetazione in alveo nel tratto tra la frazione Cogollo fino a località Perlati nel capoluogo di Badia Calavena i cui lavori dovrebbero partire entro fine anno. L’assessore Bottacin precisa anche che «fra il guado di Scorgnano e la località Marcemigo, tratto che scorre interamente nel Comune di Tregnago, sono stati recentemente eseguiti alcuni interventi di regimazione idraulica con la realizzazione di nuove briglie e platee in pietrame. Un intervento per cui avevamo messo a disposizione ben 1,3 milioni di euro».

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, che a Badia Calavena risiede e ben conosce la situazione, ha parlato con l’assessore Bottacin dell’ipotesi di accordi fra Genio civile e Servizi Forestali per un’azione congiunta che permetta un’accelerazione degli interventi in alveo: «In fin dei conti si tratta di muovere persone e mezzi che rispondono allo stesso assessorato e non dovrebbe essere difficile», osserva Valdegamberi. Proposta fatta propria dall’assessore Bottacin che venerdì mattina è uscito con un buon risultato dalla Commissione tecnica regionale decentrata, che ha dato parere positivo: «In collaborazione anche con i nostri Servizi Forestali, all’interno del programma di interventi di sistemazione idraulico-forestale, è prossimo un ulteriore piccolo ma prezioso intervento, per una spesa di circa 35mila euro, di taglio della vegetazione in un tratto di circa due chilometri di alveo del torrente Illasi che attraversa il centro di Badia Calavena», conclude Bottacin.

Vittorio Zambaldo