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16.09.2020

Presidio di protesta davanti all’ospedale

I poliambulatori di riabilitazione, del Don Calabria, a Verona
I poliambulatori di riabilitazione, del Don Calabria, a Verona

La giunta del Veneto esclude i centri riabilitativi dal contributo regionale per il rinnovo del Contratto della sanità privata e mille lavoratori, in tutta la regione, sono destinati a uscire dal contratto. Scatta la protesta delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che per oggi dalle 11 alle 13 hanno organizzato un presidio a carattere regionale davanti all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria, a Negrar di Valpolicella. Sono centinaia le adesioni da tutto il Veneto e la delegazione sindacale sarà ricevuta dall’amministratore delegato dell’ospedale negrarese, Mario Piccinini, in qualità di presidente Aris Veneto. «Con la delibera di giunta regionale 1222 del 25 agosto la Regione parla chiaro: finanzierà il 50 per cento dei costi per il rinnovo del Contratto della sanità privata ai soli ospedali privati accreditati», spiega Sonia Todesco della Fp Cgil Veneto. «Resta fuori da questo finanziamento, inoltre, tutta l’attività sanitaria extraospedaliera a partire dai Centri di riabilitazione ex art. 26 della Legge 833/78. Il 16 settembre in Veneto sciopereremo per il rinnovo del Contratto nazionale fermo da 14 anni, una vergogna che i lavoratori non vogliono più accettare», continua, «ma anche per questa scelta che si tradurrà in una fuga di massa degli imprenditori dei Centri di riabilitazione dal Contratto sanità privata verso contratti meno onerosi. Di conseguenza ci sarà una svalorizzazione del settore e dei professionisti che, come è già successo in altri comparti dove si è agito mantenendo povere le retribuzioni, fuggiranno lasciando al far west del turnover spinto un settore che invece ha bisogno di stabilità». In Veneto i Centri di riabilitazione erogano prestazioni riabilitative rivolte soprattutto ai bambini in età evolutiva, hanno un budget annuale assegnato dalla Regione di oltre 27 milioni di euro e impiegano un migliaio di lavoratori tra fisioterapisti, logopedisti ed educatori. A Verona il più grande è il Centro Polifunzionale Don Calabria, in città, con un budget di oltre 5 milioni all’anno e centinaia di lavoratori. «Ci aspettiamo che il Governo impugni questa delibera», conclude Todesco, «sia per la modalità di finanziamento scelta, ossia finanziamento a funzione anziché revisione delle tariffe, sia per l’esclusione dei centri di riabilitazione. La Regione torni sui suoi passi ed eviti che un migliaio di lavoratori veneti siano condannati a erogare prestazioni in servizi fortemente svalorizzati». •

C.M.
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