Pasqua in Panda per la San Camillo

La nuova Panda e Edo Dalla Verde, Carlo Begamasco, Emilio Tessari e Giovanni Iselle FOTO PECORA
La nuova Panda e Edo Dalla Verde, Carlo Begamasco, Emilio Tessari e Giovanni Iselle FOTO PECORA

Una sorpresa di Pasqua coi fiocchi, per la Casa di riposo San Camillo di Bolca, dove è arrivata una Fiat Panda nuova di zecca, dono della Cassa Rurale di Vestenanova, con passaggio delle chiavi dalle mani del presidente Edo Dalla Verde e del direttore generale Giovanni Iselle, a quelle di Carlo Bergamasco, presidente della don Mozzatti di Monteforte e del direttore Emilio Tessari che gestiscono la Casa di Bolca. Non solo. Alle loro spalle campeggia la nuovissima insegna luminosa, tassello mancante alla struttura che ora ha un’identità, installata durante le ultime bufere di vento e neve di questo marzo intemperante. Un’intesa a quattro, fra le dirigenze della banca vestenese e la fondazione montefortiana, con l’obiettivo di offrire servizi sanitari e assistenziali alle comunità dell’area orientale della Lessinia, valorizzando la Casa San Camillo, il benessere degli ospiti e di tutto il personale. «È stato un anno difficile per tutti e ancor più per le case di riposo», sono state le prime parole del presidente Edo Dalla Verde, a fianco del direttore Iselle. «Hanno dovuto far fronte alla pandemia, con l’acquisto di tanti dispositivi e prodotti anti-Covid. Qualche tempo fa ci hanno detto: «Avremmo bisogno di una macchina». Ci siamo confrontati e abbiamo deciso di acquistarla. Fa parte dei nostri obiettivi di sviluppo e di sostegno del territorio», ha detto Dalla Verde, aggiungendo: «Abbiamo consegnato un’auto preziosa in montagna, ma vogliamo ringraziare tutti, proprio tutti i dipendenti della San Camillo che hanno alle spalle un anno terribile. Sono stati bravissimi», ha ribadito con forza. «Sono grato alla Cassa rurale di Vestenanova e alla sensibilità del suo presidente Edo Dalla Verde e del direttore Giovanni Iselle, sempre vicini alle esigenze della Fondazione», ha esordito il presidente Bergamasco, ricordando il finanziamento, un anno fa, della prima inedita campagna di screening con test sierologici per il personale, poi l’omaggio di Natale con 200 bottiglie di ottimo vino e ora, a Pasqua, con la Fiat Panda e l’insegna luminosa. Nel sottolineare quanto siano importanti atteggiamenti costruttivi, Bergamasco qualche sassolino dalla scarpa se l’è voluto togliere con un lapidario: «Con la gestione dei cinque anni precedenti non sono state messe in atto attenzioni che questa struttura e il territorio meritavano!». Ora si guarda avanti, perché il tempo mal speso ha nuociuto troppo alla Fondazione e le cronache dell’epoca ne sono testimoni. Dunque da allora sono cambiate tante cose. «Abbiamo riaperto il dialogo con i familiari e con le istituzioni locali, prima in forte sofferenza; e anche con la Cooperativa fornitrice dei servizi, chiarendo le competenze, nel rispetto dei ruoli e puntando alla qualità dell’assistenza e alla serenità e motivazione del personale». Una buona conduzione è sinonimo di buoni risultati. Uno su tutti, la sostenibilità economica che deve puntare alle «entrate», quindi all’occupazione dei posti letto e alle impegnative di residenzialità che, con l’attuale gestione, sono passate da quattro a 23: un numero mai raggiunto dalla San Camillo (sempre Covid free, oltretutto, durante la pandemia) e con i 33 posti letto tutti occupati. Gratitudine da Bergamasco e Tessari al coordinatore Pierpaolo Posenato: «Grazie alle sue competenze e alla sua esperienza, Posenato è stato determinante nel raggiungimento di tanti obiettivi». Poi, l’annuncio, atteso dai familiari degli ospiti: il ripristino della lavanderia interna già dal primo aprile. Si respira ottimismo, insomma, sotto il cielo di Bolca, visto anche il successo del Punto prelievi per gli anziani, decollato un mese fa e che ha dato il via all’iter per l’autorizzazione al servizio di fisioterapia e ad altri in divenire. •

Mariella Gugole