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09.01.2020

Parco, è guerra tra sindaci e ambientalisti

Il paeaggio della Lessinia in una foto scattata da Marco Malvezzi
Il paeaggio della Lessinia in una foto scattata da Marco Malvezzi

Nel giorno in cui a Venezia, questa mattina alle 10, a Palazzo Ferro Fini, la seconda Commissione regionale permanente (Politiche del territorio e dell’ambiente) si riunisce per esaminare il progetto di legge regionale di iniziativa dei consiglieri Enrico Corsi, Alessandro Montagnoli e Stefano Valdegamberi relativo alle modifiche delle norme della legge istitutiva del Parco naturale regionale della Lessinia, intervengono anche i sindaci dei Comuni del Parco «per ribadire la volontà espressa con le delibere dei rispettivi Consigli comunali nella primavera del 2017. È anacronistico che a distanza di quasi tre anni da quelle delibere alcune associazioni, per lo più provenienti da fuori della Lessinia, sollevino osservazioni contro le decisioni prese da amministrazioni democraticamente elette dai cittadini della stessa Lessinia a rappresentarli ed esprimere la volontà del territorio», esordiscono i sindaci in un comunicato congiunto, ricordando che i Consigli comunali, oltre ad essere organi periodicamente eletti e dunque più prossimi alla volontà dei cittadini, «fondano la loro potestà sull’articolo 114 della nostra Costituzione e non su velleità retoriche». «Non si può fare demagogia dichiarando che la modifica della legge in discussione aprirà la strada al passaggio nei vaj di fuoristrada, motocross, quad e altri mezzi a motore». E non si può neanche dire, scrivono, «che questa modifica in qualche modo porterebbe a nuove minacce di riversamenti incontrollati di liquami nei vaj. Nemmeno si può insinuare il dubbio che l’area della Spluga della Preta, cavità carsica di grandissimo interesse presente sul Corno d’Aquilio, venga con questa modifica esclusa dal Parco. In realtà vengono solo trasformate le aree agro silvopastorali ricadenti nei vaj in aree contigue al Parco e su queste permangono i vincoli paesaggistici, idrogeologici o le Zps, Zone a protezione speciale e della Rete di Natura 2000, che non dipendono dalla presenza del Parco o meno. Le altre modifiche proposte nell’area degli alti pascoli sono volte a tracciare, su limiti naturali esistenti e facilmente riconoscibili (strade, percorsi d’acqua…), il perimetro del Parco laddove invece ora esso attraversa inspiegabilmente e senza criterio i pascoli, determinando confusione e difficoltà di gestione in chi lo deve governare», osservano i sindaci. I primi cittadini ammettono che l’unica variante vera riguarda la caccia, ma che si tratta di caccia controllata, riservata ai soli residenti dei Comuni dell'area naturale protetta e dell'area contigua. I sindaci, inoltre, ricordano che le delibera comunali sono atti pubblici che ogni cittadino e associazione può liberamente consultare «e spiace vedere sempre una scarsa partecipazione di cittadini alle scelte adottate nei Consigli comunali, salvo dopo contrastare a distanza di anni le decisioni stesse, insinuando che, qualora venisse approvato il provvedimento, questo porterà alla crescita dello scontro a livello sociale tra le diverse sensibilità ambientali», concludono i sindaci. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo
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