Nuovo passaporto per gli Alti

Uno scorcio della Lessinia  FOTO MALVEZZIll gruppo di lavoro festeggia l'iscrizione degli Alti pascoli al Registro nazionale  FOTO MALVEZZI
Uno scorcio della Lessinia FOTO MALVEZZIll gruppo di lavoro festeggia l'iscrizione degli Alti pascoli al Registro nazionale FOTO MALVEZZI

Si è concluso con pieno successo il percorso avviato cinque anni fa per l’iscrizione degli Alti pascoli della Lessinia nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, come è già successo per le Colline del Soave. La Commissione istituita dal ministero delle Politiche agricole e forestali ha espresso parere positivo alla relazione presentata dall’Associazione temporanea di scopo, coordinata dal perito agrario e consulente aziendale Giuliano Menegazzi che con il Gruppo di azione locale Baldo Lessinia ha coinvolto l’Associazione tutela della Lessinia (soggetto capofila), l’Associazione per la promozione e la tutela della pecora Brogna, i Comuni veronesi di Sant’Anna d’Alfaedo, Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Roverè, Velo e Selva di Progno, quelli trentini di Ala e Avio e il quello vicentino di Crespadoro, oltre alle società agricole Le Coste di Fosse e Baito Jegher Campara di Roverè. Nel 2012 il ministero delle Politiche agricole e forestali, vista l’importanza di procedere alla tutela e alla valorizzazione dei paesaggi storici e delle pratiche agricole tradizionali, aveva istituito l’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, e successivamente il «Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico». Partendo dai principi fondanti di preservare la diversità biologica e culturale del patrimonio rurale e di promuoverne lo sviluppo sostenibile, il 12 novembre 2015, su idea di Menegazzi e con la collaborazione dell’architetto paesaggista Chiara Zanoni, venne inviata al Ministero una scheda di segnalazione con la proposta di iscrizione degli Alti pascoli della Lessinia in tale Registro. Da allora il cammino non si è più fermato, coinvolgendo via via più soggetti. Uno studio approfondito, a cui hanno collaborato in ambiti diversi molti specialisti, ha prodotto molto materiale utile a rilevare le caratteristiche del paesaggio degli Alti pascoli della Lessinia, la loro integrità, significatività, unicità, la persistenza, ma anche la vulnerabilità, l’assetto economico e produttivo e una valutazione storico ambientale. Un’analisi approfondita che ora potrà promuovere e incentivare sviluppi sia nel settore agricolo sia in quello turistico, grazie a un riconoscimento culturale e ministeriale del territorio. «È una grande notizia, un successo senza precedenti per il nostro territorio», commenta Ermanno Anselmi, presidente del Gal Baldo Lessinia, «perché con questo progetto siamo riusciti a fare sistema e a raggiungere l'obiettivo. L'iscrizione», prosegue, «è uno strumento che viene messo a disposizione del territorio, degli amministratori, della politica per riuscire a tracciare una via di sviluppo sostenibile degli Alti pascoli». «È la vittoria di un gruppo e di un territorio che ha saputo unire tutte le forze positive e propositive», aggiunge Giuliano Menegazzi, «perché abbiamo saputo costruire un “modus operandi” per garantire non solo la salvaguardia del paesaggio, ma anche di tutto quello che ad esso si collega. Il territorio vale tanto e il risultato è arrivato. Questa è la conclusione di un percorso, ma anche un nuovo inizio ancora più importante». A risultato conseguito, quali saranno adesso gli obiettivi? «Lasciamo passare questo mese», spiega Menegazzi, «già con tanti adempimenti importanti per le amministrazioni come l’avvio delle scuole e le elezioni. Poi faremo un incontro per illustrare a tutti i dati del dossier presentato al Ministero. È in ballo anche l’approvazione di un marchio che il ministero intende proporre alle aziende e agli operatori dei territorio inseriti nel Registro e che dovrebbe rappresentare il nostro valore aggiunto. Ora ci auguriamo che, come suggerito dal Ministero, anche la Regione faccia la sua parte riconoscendo nel Piano di sviluppo rurale delle priorità agli operatori le cui aziende rientrano nel perimetro degli Alti pascoli. Infine», conclude Menegazzi, «il tesoro più grande uscito da questo progetto è il patrimonio di coinvolgimento di tanti giovani, anche amministratori, che hanno lavorato insieme per un bene comune». •

Vittorio Zambaldo