Neve e folla in Lessinia, richiamo alla legge

La fila di domenica alla biglietteria del Centro fondo a Malga San Giorgio
La fila di domenica alla biglietteria del Centro fondo a Malga San Giorgio

«Abbiamo atteso la pubblicazione delle risposte alle domande frequenti (Faq) pubblicate sul sito del Governo, prima di dare la nostra risposta ai sindaci della Lessinia, e quello che abbiamo scritto è in linea con le indicazioni del Governo», esordisce la dottoressa Daniela Chemi, capo di Gabinetto del prefetto Donato Cafagna, dopo la domenica di folla sulla neve. Ma la lettera dei sindaci della Lessinia della settimana scorsa era proprio per chiarire passaggi del Decreto del presidente del Consiglio di ministri (Dpcm) e le conseguenti risposte date sulle Faq che non erano affatto chiare. «Io mi attengo a quello che è scritto», risponde la capo di Gabinetto, ribadendo che «è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5 alle 22, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis), purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma. Inoltre è possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Per i Comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti è equiparata al territorio comunale la fascia territoriale circostante, fino a una distanza di 30 chilometri dai relativi confini. Si ricorda che, durante lo svolgimento dell’attività sportiva, è sempre necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone». MA SULLA BASE di questa dichiarazione che parla esclusivamente di attività sportiva, si sono mossi anche molti che hanno svolto solo attività motoria, come camminare con le ciaspole, trainare uno slittino con i figli a bordo, semplicemente camminare sulla neve. Non sono attività sportive, ma sono permesse? «La distinzione fra sportivo e motorio è solo nella testa di chi fa l’attività. Anch’io ho una bicicletta e se mi muovo faccio attività sportiva o motoria?», risponde interrogando. Ma allora se è lecito ciaspolare, perché sono sospese le attività delle associazioni che organizzano questi eventi, pur nel rispetto delle normative e del distanziamento? «Lo si può fare individualmente, come attività sportiva e motoria. Vanno invece evitati gli assembramenti e quindi le attività delle associazioni che creano gruppo», specifica la dottoressa Chemi. PERÒ PARTIRE anche singolarmente da Legnago per andare a camminare sulla neve a Malga San Giorgio, probabilmente esula dai limiti previsti dal Dpcm, soprattutto contraddice lo spirito del provvedimento volto proprio a limitare gli spostamenti fra Comuni e impedire gli assembramenti in determinate località. «IO NON CONOSCO la geografia dei Comuni e mi attengo a quello che la legge prescrive. Aggiungo di più. Nulla vieta ai sindaci che conoscono i rispettivi territori di competenza, di adottare in base all’andamento della pandemia o alla densità di traffico che viene registrata, o ad altri criteri che ritengono importanti, di adottare misure più restrittive, senza dover chiedere nessuna autorizzazione. Io sono stata commissario prefettizio per 35 anni e ho fatto centinaia di ordinanze di questo genere, quando c’era bisogno di disciplinare qualche cosa. Non ci si può aspettare che il prefetto conceda o vieti qualcosa», conclude. UNA COSA È SICURA, comunque, finché dura il colore arancione sulla nostra regione: le forze dell’ordine che operano in Lessinia centrale, sulla base dell’ultimo Dpcm, autorizzano lo spostamento da altri Comuni solo per la pratica di attività sportive (sci di fondo, scialpinismo e snowboard). Chi invece intende praticare attività motoria (camminare, ciaspolare, scendere in slittino) lo può fare solo se risiede del Comune o in quelli limitrofi purché con meno di 5mila abitanti e in un raggio di 30 chilometri. Promettono verbale di accertamento di violazione ai trasgressori, che potranno comunque fare ricorso al Prefetto se ritengono di avere giustificati motivi per abrogarlo, presentando documenti difensivi delle proprie ragioni. •

Vittorio Zambaldo