Il reportage

Nel paese natale di Tommasi: «Concreto e leale, vediamo come se la caverà in mezzo ai lupi...»

Tommasi, la moglie Chiara e il paese di Vaggimal
Tommasi, la moglie Chiara e il paese di Vaggimal
VIAGGIO A VAGGIMAL

«Ama il Creatore, Ama la terra…. E abbraccia gli esseri umani, nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica». I versi che Alberto Benedetti, il prete «salvègo» della Lessinia, scrisse rivolti ai suoi parrocchiani, sono stampati sull’unico foglio appeso a una bacheca di legno che guarda il corno d’Aquilio, affacciata sul panorama lessinico dietro l’abside della chiesetta di Vaggimal. Qui, in questa contrada di un centinaio di anime a meno di due chilometri da Sant’Anna d’Alfaedo, Damiano Tommasi ha trascorso la sua infanzia. Qui tutti lo considerano uno di loro. Anzi, «uno di noi che ce l’ha fatta». Imbattersi in queste parole proprio qui, il giorno dopo la sua elezione a sindaco di Verona, con negli occhi le immagini delle passeggiate tra la gente, delle strette di mano, dei selfie scattati con i cittadini, è un cerchio che si chiude.
«È proprio questo che ha pagato nella sua campagna e ha fatto sì che sia stato eletto: con lui, dopo anni difficili a causa della pandemia, si è tornati alla politica tra la gente, all’empatia, alla vicinanza ai cittadini. Non è stato un voto ideologico, oggi la politica la fa la persona». L’analisi è di due fratelli, Marco e Alberto Marogna, che come tantissimi, ieri, a Sant’Anna d’Alfaedo, commentavano il successo elettorale del loro compaesano. In due parole, dicono, «una persona perbene». 
Sant’Anna non è certo un feudo della sinistra, l’anima storica del paese è orientata a destra. «Ma la stima verso Damiano è forte, a prescindere dall’appartenenza politica», commenta Sergio Tommasi, consulente per la sicurezza, il cui ufficio si affaccia sulla piazza. Il cognome è lo stesso, ma la parentela arriva da parte di madre. «Giocavamo a calcio insieme a 15-16 anni nel campetto di Fosse», ricorda, «e negli anni Novanta, quando allenavo la squadra, si fermava spesso a seguire l’allenamento: una persona con la testa sulle spalle e determinata, con valori ben radicati, che a Roma non si è lasciata condizionare».
Al Bar Le Delizie, a colazione è un viavai di persone. Tra queste arriva Samuele, il fratello più giovane, che è anche assessore nella giunta del sindaco Raffaello Campostrini. Ed è tutto un congratularsi, tra l’entusiasmo per una carriera che ha portato a traguardi importanti e «l’orgoglio dell’essere concittadini di un uomo che conserva tutta la genuinità della persona nata qui». Giuseppe Cabazzi, residente a Verona e ieri in Lessinia alla ricerca (vana) di un po’ di frescura, si aspettava il successo: «Il suo soprannome, anche da calciatore, era “anima candida”: chi l’ha votato, evidentemente, cercava il bene comune».
Sulla bocca di tutti, parlando del nuovo sindaco di Verona, torna infatti il riferimento ai principi sani della montagna: concretezza, semplicità, lealtà. «E l’abitudine al sacrificio», chiarisce una signora. «Chi vive qui è per natura predisposto all’impegno: anche solo per andare al lavoro o per portare i figli a scuola occorre sobbarcarsi un’ora di auto… qui tutti si sono guadagnati quello che hanno, per questo hanno una marcia in più». E difficilmente interrompono il legame con le loro origini.
«Non si è mai staccato, torna spesso alla base», conferma la cugina Loretta Dalla Vecchia, responsabile della Casa di riposo di Sant’Anna. «È la sua natura, collabora con diverse associazioni, è molto attaccato al territorio, gioca nella squadra di calcio del S.Anna».
Tre chilometri più su, infatti, al campo di Fosse dove si allenano i “falchi” della Lessinia, fino alla fine del campionato di seconda categoria Damiano non si è perso una partita. «È una persona coerente, onesta e pacata. Neanche giocando a pallone ha mai reagito agli insulti: non si scalda, riesce a sdrammatizzare», lo descrive Alberto Cona, titolare del supermercato di Fosse, la cui figlia è la cognata di Tommasi. «Ora vediamo come si troverà a Verona, in mezzo ai lupi. Quelli della politica, intendo...». E quando ricomincia il campionato, con tutti gli impegni amministrativi, in campo riuscirà ad esserci?». Ci ha scritto giusto stamattina», sorride Cona. «Ci ha assicurato che il suo certificato medico scade nel 2023…». 

Elisa Pasetto