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29.02.2020

Mille euro di taglia per i ladri della Madonna in pietra di Brea

Mille euro di ricompensa a chi fornisce alle forze dell’ordine informazioni per il recupero della colonnetta della Brea.

Li mette a disposizione il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, indignato come tanti altri per il furto, probabilmente su commissione, dell’opera di Francesco Gugole, vissuto fra il 1791 e il 1860, pregevole per fattura e originalità. Si tratta di un capitello bifacciale, nella contrada Brea, a Selva, che riporta su un lato la figura dell’Assunta, scolpita ben cent’anni prima che il dogma venisse proclamato da Pio XII e sull’altro lato una Pietà incoronata sul modello della Madonna della Corona. Il gesto che è anche sacrilego perché la colonnetta è stata oggetto di devozione e benedizioni nel corso dei secoli, ha suscitato profonde reazioni di sgomento, incredulità e indignazione.

 

 

Il sindaco di Selva di Progno Marco Cappelletti commenta: «Per tutti noi, per l'arte e per la tradizione è stato un risveglio amaro. Siamo allibiti davanti a questo scempio, un oltraggio che rappresenta uno schiaffo alla nostra storia e alle nostre tradizioni. La bellezza dell'arte sta nella sua concezione universale, come un patrimonio dell'umanità che ci è stato trasmesso e di conseguenza dobbiamo condannare nel modo più assoluto gesti che rispecchiano l’egoismo e la povertà del pensiero di persone che vogliono destinare ad uso personale un bene che appartiene a tutti noi. Perché noi non ne siamo i possessori», osserva il sindaco, «siamo solo custodi di opere che i nostri avi ci hanno trasmesso come testimonianza di fede, di bellezza e di tradizione». Secondo il primo cittadino di Selva di Progno, «chi ha fatto questo è sicuramente una persona che conosce il valore dell'opera, dal punto di vista sia economico sia artistico, e conosce bene il territorio. Invitiamo quindi il responsabile a mettersi una mano sulla coscienza e a restituire questo cimelio che da secoli rappresenta la storia e la bellezza della nostra terra e della nostra origine cimbra.

Come amministrazione e come comunità ringraziamo chi ha avuto il coraggio di denunciare ai carabinieri di Badia Calavena il furto e sollecitiamo le forze dell'ordine a svolgere un'indagine scrupolosa e approfondita, affinché questo crimine contro la nostra civiltà non resti impunito». Anche il sindaco Cappelletti si rivolge a chi ha notizie o sospetti e lo prega di collaborare «in nome dell'amore e del rispetto verso la nostra cultura e le nostre radici. Insieme alle forze dell’ordine dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per ridare alla comunità la colonnetta della Madonna della Brea».

 

Il basamento su cui poggiava la Madonna di pietra della Brea, trafugata nei giorni scorsi

 

«È un pezzo di cultura e tradizione cimbra del territorio che è stata sottratta, ma occorre che l’immagine di quest’opera passi su tutti i media nazionale», suggerisce Valdegamberi, «perché l’opera non ha valore economico ma culturale. Chiunque acquistasse questo pezzo dovrà sapere che è rubato e avrà un territorio pronto a venirselo riprendere e a denunciarlo, dovesse capitare anche fra cent’anni. Invito i responsabili a ripensarci e ad abbandonarla in un luogo dove possa essere ritrovata.

I nostri vecchi raccontano che coloro che profanano questi capitelli, segno della fede e della devozione popolare, non hanno fatto fortuna e sono stati colpiti da innumerevoli disgrazie e sventure», conclude Valdegamberi. •

 

 

Vittorio Zambaldo
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