CHIUDI
CHIUDI

31.03.2020

Lupi e orsi, più soldi per danni e prevenzione

Una manza sbranata dai lupi a Selva di Progno, nella frazione di CampofontanaL’assessore regionale Pan
Una manza sbranata dai lupi a Selva di Progno, nella frazione di CampofontanaL’assessore regionale Pan

Quest’oggi, sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto uscirà la conferma dell’aumento di 50mila euro sulla spesa dello scorso anno per integrare le risorse stanziate dal Programma di sviluppo rurale per gli interventi di prevenzione contro i grandi predatori, con recinti elettrificati, dissuasori acustici e dissuasori ottici. Il totale per il 2020 è dunque di 250mila euro che la giunta regionale destina al fondo per la prevenzione e l’indennizzo di danni causati dagli attacchi di lupi e orsi, 50 mila euro in più dello scorso anno. La proposta fatta propria dalla giunta è partita dall’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, che ricorda come i 50mila euro aggiuntivi di quest’anno integrino un intervento complessivo di 500mila euro previsto nel Piano di sviluppo rurale (Psr) 2014-20 a sostegno degli investimenti di allevatori e pastori, perché si dotino delle necessarie misure preventive rispetto all’attacco dei grandi carnivori. «La somma aggiuntiva aiuterà le aziende escluse dai bandi del Psr o arrivate a bando concluso. Così sarà possibile garantire continuità non solo all’attività di indennizzo dei danni diretti o indiretti subiti, ma soprattutto al lavoro territoriale di sensibilizzazione e supporto agli allevatori perché si dotino degli strumenti possibili per proteggere i loro capi dagli attacchi di lupi e grandi carnivori. Ricordo che 8 volte su 10 il lupo ha attaccato capi incustoditi o protetti da sistemi inadeguati di recinzione», precisa l’assessore. Lo scorso anno ci sono state complessivamente 198 predazioni, solo due in più rispetto all’anno precedente, sebbene i lupi siano ormai presenti in quattro province (Verona, Vicenza, Belluno e Treviso). Tuttavia un tale numero di predazioni ha provocato danni in ben 159 aziende e causato la morte di 425 capi, il ferimento di 55 e la dispersione di 302 animali, tra bovini, ovini, caprini, ed equini. Sono state le montagne di Verona e Vicenza le più flagellate. La Lessinia subì un incremento mai visto in tale concentrazione: tra metà maggio e fine giugno ci furono 36 episodi predatori con ben 55 capi fra uccisi e feriti. Sull’Altopiano di Asiago si registrò un’impennata anomala di ben 266 capi, a fronte dei 173 del 2018, a causa di quanto avvenuto l’1 agosto scorso a Malga Campocavallo, quando un unico attacco predatorio del branco causò la perdita di 75 pecore e capre, rimaste imprigionate tra i tronchi abbattuti dalla tempesta Vaia. «Se si esclude questo episodio, il numero di capi predati nel 2019 risulta inferiore del 10 per cento rispetto ai 450 capi del 2018», annota l’assessore Pan, sebbene nel frattempo sia aumentato il numero di branchi. Il calo delle predazioni interrompe un trend che appariva in costante crescita dal 2012, anno che segnò l’arrivo del lupo di ceppo dinarico-balcanico Slavc in Lessinia dalla Slovenia e il suo incontro con la lupa di ceppo italico Giulietta, arrivata dalle Alpi occidentali, e dimostra che gli interventi di prevenzione e difesa messi in campo dalla Regione, grazie alla collaborazione delle associazioni e delle istituzioni locali e al supporto di esperti e del mondo accademico, stanno iniziando a mitigare l’impatto del grande predatore. Resta tuttavia aperto il problema della convivenza tra il lupo, ormai presente con una dozzina di branchi, e aree fortemente vocate alla pastorizia e soprattutto all’allevamento bovino come la Lessinia, l’Altopiano di Asiago, il Grappa, o i pascoli della Valbelluna. Ma solo un piano di gestione nazionale potrà consentire di affrontare organicamente il problema, visto che il lupo è specie protetta», ribadisce l’assessore. «Dal 2016 ad oggi, la Regione Veneto ha stanziato oltre un milione di euro per finanziare 432 interventi di prevenzione e messa in sicurezza nelle malghe e nelle aziende zootecniche, fornendo cani da guardiania, recinti elettrificati, dispositivi di dissuasione e la consulenza di tecnici, sia per la corretta installazione e il controllo dei dispositivi, sia per la corretta presentazione della domande di indennizzo. La Regione liquida i risarcimenti con tempistica sempre più celere: il tempo medio nel 2019 è stato di 114 giorni, ma quando l’istanza è correttamente compilata riusciamo a pagare entro due mesi», conclude Pan, sottolineando così che gli interventi messi in atto dalla Regione nei confronti degli allevatori non si limitano al fondo regionale per gli indennizzi dei danni diretti e indiretti, sebbene anche questo fondo sia salito dai 40mila euro del 2016 ai 400mila del biennio 2019-20. •

Vittorio Zambaldo
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie