Il progetto mentre proseguono le predazioni

Lupi della Lessinia,
al via l'esperimento
con il radiocollare

Il progetto mentre proseguono le predazioni
Un lupo con il radiocollare
Un lupo con il radiocollare
Un lupo con il radiocollare
Un lupo con il radiocollare

La Giunta regionale ha deliberato la partecipazione a un accordo di collaborazione scientifica tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Medicina veterinaria dell'Università di Sassari per dotare di radiocollare alcuni lupi della Lessinia, autorizzando un impegno finanziario a carico del bilancio regionale di 150mila euro e altri 30mila a carico dell’Università di Sassari.

 

Il progetto è coordinato dal professor Marco Apollonio, ordinario di Zoologia al Dipartimento di Medicina veterinaria dell’università di Sassari, che ha sulle spalle 25 anni di ricerche sui lupi ed è uno dei tecnici più autorevoli a livello nazionale e con un solido profilo internazionale. L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha autorizzato la cattura fino a un massimo di dieci lupi per l’esperimento, ma ne saranno sufficienti un paio del branco di Slavc e Giulietta di cui fanno parte 6-7 esemplari.

 

In questo momento l’équipe è impegnata nel monitoraggio dei luoghi frequentati dal branco e dal mese prossimo, una volta individuati i posti migliori, si potrà passare alla cattura con il sistema del laccio di acciaio, ben mimetizzato nel suolo di un’area solitamente percorsa dal branco e provvisto di una serie di molle che servono ad attutire gli strappi che l’animale cercherà di produrre per liberare l’arto rimasto prigioniero. Nel tempo massimo di una trentina di minuti, grazie a una serie di segnali che la trappola invia alla squadra, ricercatori e veterinari saranno sul posto per anestetizzare l’animale, fare velocemente tutte le misurazioni e i prelievi richiesti, munirlo di radiocollare e liberarlo. Obiettivo del progetto, che si avvale dalla collaborazione di carabinieri forestali, guardiaparco, allevatori e volontari è lo studio e la prevenzione.

 

Come funziona in pratica il radiocollare una volta installato sul lupo? Per i primi 15 giorni dopo la cattura ci sarà una frequenza di localizzazione alta per monitorare lo stato di vitalità dell’animale e accertarsi che non vi siano problematiche conseguenti alla narcosi subita. Poi la frequenza sarà più rara (un segnale ogni 180 minuti) ma comunque scelta sulla base della conflittualità con il bestiame al pascolo. I dati trasmessi serviranno a monitorare il movimento giornaliero, i ritmi di attività, il raggio in cui l’animale si muove e la sua relazione con le attività zootecniche. Due le funzioni principali del radiocollare: sarà possibile ricevere in automatico un segnale (tipo sms) quando l’animale dotato di radiocollare esca da aree preimpostate; darà l’impulso per la partenza di segnali luminosi o di rumore quando l’animale radiocollarato si avvicini a zone di allevamento. La vita media di una batteria per il funzionamento del radiocollare è di circa un anno e lo strumento si sgancia dal collo dell’animale e invia la propria localizzazione per poter essere recuperato prima di esaurire completamente la carica.

V.Z.