Lupi con il collare che invia i dati sugli spostamenti

Una delle prime cucciolate di Giulietta e Slavc:  è dalla coppia originaria che derivano i branchi del Veneto
Una delle prime cucciolate di Giulietta e Slavc: è dalla coppia originaria che derivano i branchi del Veneto
Una delle prime cucciolate di Giulietta e Slavc:  è dalla coppia originaria che derivano i branchi del Veneto
Una delle prime cucciolate di Giulietta e Slavc: è dalla coppia originaria che derivano i branchi del Veneto

Fino a dieci lupi dei branchi della Lessinia (9 esemplari stimati), del Carega (5) e dell’Altopiano di Asiago (8), potranno essere provvisti di radiocollare Gps-Vhf per monitorarne con precisione abitudini di vita, spostamenti e attività. Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan nel corso del tavolo tecnico per la gestione del lupo e dei grandi carnivori. La proposta è partita dalla Regione Veneto, che investirà nel progetto 150mila euro per un biennio, ed è già stata approvata in via preliminare dal ministero dell’Ambiente e dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ha indicato tecniche, modalità e presidi per garantire l’incolumità degli animali che saranno radiocollarati tra la metà dell’estate e la fine dell’inverno. Di solito l’operazione viene fatta per ragioni di studio su un numero molto ristretto di animali (è successo ad esempio per Slavc nell’estate del 2011 in Slovenia a cura dell’università di Lubiana, prima del suo lungo viaggio verso la Lessinia), «ma è la prima esperienza in Europa dell’utilizzo della telemetria per la mitigazione del conflitto tra uomo e lupo», spiega l’assessore Pan. «I sistemi di cattura e di immobilizzazione farmacologica sono già stati sperimentati con successo in Toscana e nel Parco della Maiella. Ora, grazie al supporto scientifico del Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari e alla collaborazione tra polizia provinciale, personale della Regione, personale del Parco della Lessinia, Carabinieri Forestali, sarà possibile gestire un progetto di stretto monitoraggio degli spostamenti, di conoscenza dettagliata della consistenza e delle attività dei branchi, ma soprattutto di allerta agli allevatori: quando il lupo si avvicinerà alle aree di allevamento e di pascolo scatteranno delle barriere virtuali e dei segnali di allerta in modo da avvisare l’allevatore e scoraggiare il predatore con luci stroboscopiche e avvisi acustici». «L’obiettivo è superare una gestione meramente passiva dei danni inferti con le predazioni e sposare invece un nuovo approccio che percepisca anticipatamente i problemi e pianifichi le azioni opportune in tempo per la gestione del conflitto e quindi della convivenza tra zootecnia e presenza dei predatori. L’utilizzo congiunto di videotrappole, sistemi di rilevazione telemetrica e di analisi genetiche sarà determinante per consentire di intervenire prontamente e adeguare gli interventi di prevenzione anche in base agli spostamenti degli animali», si augura l’assessore Pan. Dall’inizio di quest’anno sono state accertate in Veneto 75 predazioni attribuibili al lupo, per un totale di 191 capi uccisi (in prevalenza ovini, 35 bovini e 12 asini). In Lessinia, gli ultimi dati disponibili aggiornati al 19 luglio danno 23 predazioni con 65 vittime di cui 56 uccise e 9 ferite o soppresse. La Regione ha già risposto alle domande di risarcimento ricevute nel bimestre maggio-giugno, pagando 16.800 euro di indennizzi. Pan ricorda che «la Regione è intervenuta a tutela degli allevatori con ogni mezzo consentito, nel rispetto del regime di protezione: sono stati monitorati i branchi, indennizzati i capi predati, forniti 200 recinti elettrificati, consegnati dieci cani pastori maremmani abruzzesi per la guardianìa delle greggi, è stata fatta formazione e fornito supporto agli allevatori per gestire correttamente i propri animali al pascolo. «Si aggiunge ora la telemetria satellitare come ulteriore sperimentale e innovativo strumento di prevenzione”, sottoliena Pan. Non viene trascurato l’aspetto scientifico del progetto, perché il radiocollare, che è permanente fino alla durata della carica delle batterie (generalmente un paio di anni, con sgancio automatico da remoto a fine vita degli accumulatori) serve anche per lo studio e la mappatura genetica dei branchi e favorisce una migliore conoscenza della specie. La mappatura genetica servirà anche ad individuare eventuali esemplari ibridi, dei quali peraltro non è ancora stata trovata traccia scientifica nei lupi presenti in Veneto, e a favorirne la cattura. •

Vittorio Zambaldo