Lessinia, la calata dei mille pellegrini

Il santuario dell'Addolorata di Lughezzano
Il santuario dell'Addolorata di Lughezzano

Lo scorso 10 febbraio è coinciso con i trecento anni di istituzione della parrocchia di Lughezzano, staccatasi da quella di Bosco Chiesanuova con decreto vescovile del 10 febbraio 1721, Primo parroco ne divenne don Domenico Zampieri, che già da quattro anni prima era cappellano. È una delle tante notizie storiche raccolte dal professor Bruno Avesani, molto vicino alla piccola comunità della frazione, che nella seconda decade del 1600, quando era abitata da pochi nuclei familiari divisi in contrade, espresse la volontà di edificare un piccolo oratorio, eretto e dedicato nel 1616 a San Bernardo di Chiaravalle. Arrivò la terribile pestilenza del 1630 e la popolazione fu decimata, ma non privata della volontà di rimboccarsi le maniche per ingrandire il piccolo edificio e assumersi gravosi impegni economici per costruire una canonica e poter mantenere un proprio sacerdote. Dovettero passare 90 anni prima che il sogno di autonomia potesse concretizzarsi, con un parroco stabilmente presente e operante. Nel frattempo la comunità e la sua chiesa crescevano, assieme alla devozione alla Madonna Addolorata, a cui venne dedicato un altare laterale della nuova chiesa, idea partita da un gruppo di benefattori a cui i capifamiglia si unirono garantendo da parte loro, in un’assemblea del 29 marzo 1708, di impegnarsi in perpetuo per il mantenimento dell’ opera. Poiché solo nel 1692 papa Innocenzo XII aveva autorizzato la celebrazione dei Sette dolori della beata Vergine, tale titolo divenne quello riconosciuto per l’altare in costruzione e da allora il venerdì precedente la domenica delle Palme, assieme al 15 settembre, che la liturgia riserva all’Addolorata, divennero le due date principali celebrate a Lughezzano, grazie anche all’istituzione della Compagnia di Maria Vergine Addolorata. L'altare dedicato alla Madonna dei Sette dolori divenne meta di pellegrini da tutta la montagna veronese per pregare e chiedere la protezione della Vergine. Agli inizi del Novecento, nel registro tenuto dal parroco di allora, don Gaetano Trettene, erano iscritte ben mille persone provenienti in pellegrinaggio da Bosco Chiesanuova col parroco don Emilio Zorzi il 12 settembre 1904; altre 700 arrivavano da Erbezzo il 19 e così via da ogni paese fino a fine mese. Il 6 aprile 1919, il vescovo cardinale Bartolomeo Bacilieri vi giunse per l'incoronazione della statua: sul capo della Madonna venne posta una corona d'argento massiccio dorato, lavorata a Parigi, con incisa la scritta «Per voto delle spose e madri di Lughezzano durante la tragica guerra mondiale 1914-18». La chiesa fu consacrata il 13 febbraio 2000 dal vescovo padre Flavio Roberto Carraro. All’ultimo cappellano dal 1717 e primo parroco dal 1721, don Domenico Zampieri, morto nel 1752, sono succeduti altri 18 parroci fino all'attuale don Giorgio Fainelli, entrato il 13 settembre 2020, con lo stesso incarico anche per la parrocchia di Corbiolo. La protezione di Maria, Vergine dei Sette dolori, venerata nel santuario di Lughezzano, resta sul piccolo paese e sull’intera Lessinia per tutti coloro che cercano speranza nella sofferenza. Purtroppo il periodo di vincoli dovuti alle normative per il contenimento della pandemia di Covid-19 ha impedito di celebrare degnamente, lo scorso 10 febbraio, la ricorrenza dei 300 anni di istituzione della parrocchia e di sviluppo della devozione nel santuario e così sarà anche per il venerdì precedente la prossima domenica delle Palme (26 marzo), ma l’impegno dei parrocchiani è di fare ancora più grande la festa del 15 settembre. Intanto, per prepararsi adeguatamente, è disponibile su Youtube il video curato da Marco Zanchi (bit.ly/3pj0V LG) che racconta la storia del santuario e unisce una supplica alla Madonna Addolorata di Lughezzano scritta e letta da Dario Zivelonghi, la testimonianza del parroco don Giorgio Fainelli, con Walter Peraro e Simonetta Giacon voci narranti. •

Vittorio Zambaldo