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04.07.2020

La poltrona su Cima Carega, un caso

Andrea Bianconi, artista di fama internazionale di Arzignano, e la poltrona che salirà sulla vetta
Andrea Bianconi, artista di fama internazionale di Arzignano, e la poltrona che salirà sulla vetta

Cima Carega, la più alta vetta delle Piccole Dolomiti (2.259 metri) deve il suo nome al cimbro Careige (conche rocciose), oppure da Kar-egge che indica cadini, termine anche questo che rispecchia la conformazione geologica del luogo. Non c’entra nulla la parola veneta «carega» per indicare la sedia. Ma qualcuno al suono ha associato anche l’idea e deciso di portare sulla cima una poltrona per ammirare il panorama a 360 gradi. Quando abbiamo letto la notizia che domani la Spedizione Cima Carega, terza tappa del progetto «Sit Down To Have An Idea» dell’artista di Arzignano e di fama internazionale Andrea Bianconi, avrebbe installato una poltrona sulla cima «per portare l’arte in uno spazio sconfinato e da lì contaminarla nel più assoluto silenzio», siamo trasaliti e ammutoliti. Anche perché il comunicato specificava bene: «La poltrona diventerà un’installazione permanente: rimarrà per sempre sulla cima che abbraccia le tre regioni (sic! In realtà solo Veneto e Provincia autonoma di Trento Ndr), a disposizione di quanti vorranno avventurarsi in un percorso libero fino alla vetta e godere da lì dello straordinario panorama seduti sulla poltrona d’artista. A prendersi cura dell’opera sarà il Rifugio Fraccaroli gestito da oltre 50 anni dalla famiglia Baschera». C’era quanto bastava per dire di aver toccato il fondo più che la cima: dopo croci, statue, targhe, bandiere e fumogeni, la poltrona installata permanentemente su una cima dolomitica era quello che ci mancava. La pillola veniva indorata da una finalità benefica: «Spedizione Cima Carega vede protagonisti, insieme all’artista, un gruppo di runner di Durona Team che, a turni di dieci minuti, porteranno in spalla la poltrona partendo dal Rifugio Revolto alla Cima Carega, superando un dislivello di mille metri. I fondi raccolti saranno destinati alla Fondazione ricerca fibrosi cistica, da oltre vent’anni la prima realtà italiana per la ricerca sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa nel nostro Paese». Bianconi, che ha già installato sue poltrone a Bologna Arte Fiera e al Teatro Duse del capoluogo emiliano, ora con la collaborazione di Casa Testori e Fondazione Coppola, annuncia l’evento come già realizzato appena pensato: «Ho portato la poltrona sulla vetta, un luogo in cui l'arte interagisce sia con l'ambiente che con le diverse prospettive, e con l'ossigeno che è vita, anche per l'arte e per le idee. La mia intenzione con questo progetto è quella di dare, quindi, ossigeno e ho scelto la cima della montagna che ne è la massima rappresentazione. La fibrosi cistica è una malattia che toglie il respiro e che ha molte caratteristiche in comune con il Covid, dalla mascherina, al distanziamento fisico, alle difficoltà respiratorie. Il mio pensiero è andato a questi malati e ho sposato la loro causa. Questa spedizione è un progetto sull'uomo, una prospettiva libera sul mondo e sulle idee, che non è univoca ma molteplice. Credo che anche la ricerca, così come l'arte, si nutra di punti di vista e che entrambe mettano l'uomo al centro. La poltrona è stata pensata per sensibilizzare le persone, perché c'è bisogno di idee in tutti i campi, anche in quello della ricerca». I fondi saranno raccolti con la vendita di bandane d’autore realizzate da Bianconi con la scritta «Sit down to have an idea», il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione. •

Vittorio Zambaldo
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