L’ultima impresa dei Canteri Un bistrot nel cuore del paese

Il bistrot Frac dei fratelli Canteri aperto ieri a Bosco Chiesanuova FOTO PECORA
Il bistrot Frac dei fratelli Canteri aperto ieri a Bosco Chiesanuova FOTO PECORA
Il bistrot Frac dei fratelli Canteri aperto ieri a Bosco Chiesanuova FOTO PECORA
Il bistrot Frac dei fratelli Canteri aperto ieri a Bosco Chiesanuova FOTO PECORA

Nel cuore di Bosco Chiesanuova, in piazza Borgo, si è concretizzato il sogno della famiglia Canteri che ha aperto Frac (da Fratelli Canteri) Caffè Bistrot su 100 metri quadrati dove prima c’erano due bar storici chiusi da tempo e un piccolo negozio. Era partito tutto nel 1948 con i nonni Angelo e Carmela che avevano aperto un piccolo negozio proprio sulla stessa piazza ma sul lato opposto: «Venivamo da Corbiolo, dove avevamo iniziato a vendere in casa i primi broccoli. Poi quel piccolo locale nel capoluogo, talmente angusto che la gente per entrare in negozio doveva passare dalla nostra cucina, come il padrone di casa per andare nella sua camera da letto al piano di sopra», racconta papà Aldrovando che rilevò il negozio con la moglie Gina, trasferendosi nel 1985 a Stallavena, creando il primo mercatino e la scommessa del supermercato Migross. I figli nati dal loro matrimonio, Fabio, Federico, Andrea e Anna sono le forze che, unite, hanno portato all’impresa di aprire in questi anni cinque supermercati e una pasticceria fra città e provincia. «Ma il cuore è rimasto qui e tutti abbiamo tenuto la residenza a Bosco», racconta Fabio, «dove siamo tornati per far del bene anche al nostro paese». Aver immaginato questa impresa in tempi di lockdown e averla realizzata in nove mesi, coinvolgendo artigiani e aziende del posto e assumendo sei giovani per lavorarc è stato il miracolo di cui i fratelli Canteri e i loro genitori possono andare davvero orgogliosi e un grazie particolare Fabio a nome degli altri figli lo ha rivolto come ultime parole prima del buffet d’inaugurazione «alle due persone che in questo locale per anni hanno spostato migliaia di cassette di frutta e verdura», ha detto rivolto ai genitori. L’ambientazione è speciale e ben curata, con pietra della Lessinia ben armonizzata, con legno di recupero tra il quale fa bella mostra il banco in cedro ricavato da una spessa tavola centenaria. Il tema della Lessinia con i suoi dolci profili e le quinte di lastre per delimitare i sentieri torna anche sulle tovagliette in carta e come fregio dei banchi. Alle pareti i poster di Bosco com’era nel primo Novecento e sul bancone i sapori di oggi che si rifanno a tradizione e cultura montanara: latte bio del Parco, burro di malga, vino biologico e biodinamico, settore degli stuzzichini salati e di quelli dolci per colazioni e veloci spuntini anche con i salumi del posto. Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 23, prolungato a mezzanotte il sabato e la domenica nel periodo estivo. Alla benedizione del parroco don Lucio Benedetti è seguito il discorso del sindaco Claudio Melotti, che a nome dell’amministrazione ha espresso il proprio compiacimento «per il recupero di un fabbricato in un punto strategico del tessuto urbano e il rilancio di un’attività che favorisce lo sviluppo economico e del turismo. Oggi riapre anche il market restaurato dei fratelli Valbusa, altra attività storica del paese, e siamo felici di questi segni di ripresa», ha concluso.•. V.Z.

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