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30.10.2016

«In montagna il pericolo è invisibile»

Escursionista a Castelberto: in questa stagione si gode di splendidi panorami, anche per i colori variegati dell’autunno FOTO MOZZO
Escursionista a Castelberto: in questa stagione si gode di splendidi panorami, anche per i colori variegati dell’autunno FOTO MOZZO

«Foliage» e panorami mozzafiato, ma attenzione al freddo, al ghiaccio ed alle giornate brevi. Non è estate e non è inverno ma in questo periodo, in montagna, si rischia di trovare un concentrato di pericoli estivi e invernali. Anche sulla montagna veronese, ovviamente, soprattutto là dove si presenta più ripida. Questo non significa che si debba rinunciare al piacere di gustare il «foliage» o, nelle giornate più limpide, salire sulle vette più alte sia del Baldo che della Lessinia e del Carega per gustare i fantastici scorci che questa stagione offre. Basta farlo con prudenza e rispettando alcune regole fondamentali.

«Anzitutto», dice Roberto Morandi, capo della stazione scaligera del Soccorso Alpino, «occorre prestare particolare attenzione all’accorciarsi delle giornate partendo presto al mattino così da rientrare con almeno una o due ore di luce a disposizione e, in ogni caso, è buona cosa avere una torcia in modo da essere autonomi anche in caso di ritardo. È utile inoltre avere con sé nello zaino un paio di ramponi per ogni evenienza. A volte basta anche un piccolo canale ghiacciato che interrompe il sentiero per trovarsi in difficoltà. I ramponcini leggeri possono essere utili solo per percorsi assolutamente in piano, ma non sono adatti a pendii inclinati. Anzi, possono diventare estremamente pericolosi».

In autunno, ancor più che d’estate, bisogna vestirsi in maniera adeguata. In questi giorni la temperatura può oscillare nell’arco del giorno di parecchi gradi. Al sole viene voglia di stare in maglietta, ma appena si passa all’ombra la temperatura può avvicinarsi allo zero. Occorre quindi regolarsi di conseguenza, non fosse altro per non prendere una bronchite. Ma lo sbalzo termico fra notte e giorno e fra luce del sole e ombra provoca spesso la formazione di un sottile strato di ghiaccio che, invisibile, in caso di terreno ripido o scosceso può essere pericolosissimo. Mai come adesso, quindi, è necessario indossare calzature adeguate, ben più robuste e calde di quelle utilizzate durate l’estate. Da evitare assolutamente, quindi, sono le scarpe da running o, più in genere, quelle senza sostegno alla caviglia.

«Altre cose da avere sempre nello zaino», continua Morandi, «sono un thermos con una bevanda calda, in modo da potersi idratare e nello stesso tempo scaldarsi, ma anche guanti e berretto. Fondamentale poi è il telefono cellulare per poter chiamare in caso di aiuto. Non bisogna mai sottovalutare il fatto che un sentiero che d’estate non presenta alcuna difficoltà, in veste autunnale o invernale può cambiare completamente e diventare un percorso alpinistico nel senso pieno del termine. In particolare il Baldo ed il Carega, più che la Lessinia, già con le prime nevicate possono nascondere l’insidia delle valanghe».

Importante inoltre preparare bene l’escursione che si ha in mente di effettuare. Ciò significa studiarne il percorso, i dislivelli, i possibili tratti pericolosi e verificare l’eventuale apertura o meno dei punti di appoggio perché in questa stagione molti rifugi, soprattutto nei giorni feriali, sono chiusi e quindi non si può fare affidamento su di essi. «Nel 2015», ricorda infine Morandi, «gli interventi di soccorso effettuati dal Cnsas scaligero nel periodo compreso fra ottobre a dicembre sono stati quattro e lo stesso numero di interventi, sempre da ottobre a dicembre, è stato registrato nel 2014 e nel 2013. Quest’anno, sino ad oggi (cioè dal primo gennaio 2016), gli interventi sul territorio veronese sono stati 55 per un totale di 62 persone soccorse: ci piacerebbe avere un po’ di tranquillità almeno sino a Natale...».

Eugenio Cipriani
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