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29.12.2019

Il letame? Si poteva spargere solo a Natale e Santo Stefano. Contadini infuriati

Concimazione dei prati e dei pascoli della Lessinia
Concimazione dei prati e dei pascoli della Lessinia

Calendario «strambo» per spargere il letame sui prati e pascoli della Lessinia. Per una serie di fattori in cui ha pesato soprattutto la grande piovosità della scorse settimana, l’Arpav ha dato il via libera allo spandimento di letame su prati e pascoli lessinici, già vincolato a rigide prescrizioni della Direttiva europea sui nitrati e ancora più da regole che l’altopiano impone specificatamente per questo territorio considerato «vulnerabile», nei giorni di Natale e Santo Stefano, bloccandolo invece nei giorni precedenti, feriali.

 

I «GIORNI PROIBITI»

Nel Veneto, la Lessinia è in buona compagnia con l’intera provincia di Rovigo, il bacino scolante della laguna di Venezia, le zone dell’alta pianura considerate di ricarica degli acquiferi e i Comuni dei rilievi in destra Adige e quelli afferenti al bacino del Po.

Il dramma di un autunno particolarmente piovoso come quello scorso, ha impedito le normali pratiche agronomiche previste per quel periodo, ovvero le concimazioni, concentrando in questo scampolo di giorni i lavori arretrati. Arpav però ha stilato un bollettino di «giorni proibiti» allo spandimento troppo lungo, lasciando per assurdo una finestra a Natale e a Santo Stefano.

 

COME UNA PUNIZIONE

A molti, 15 giorni soltanto di possibilità di spandimento sembrano un punizione: se in più si aggiunge che i giorni concessi cadono proprio a Natale e a Santo Stefano, qualche dubbio sull’efficacia di questa regola viene a tutti. «Poi ci si meraviglia se i montanari non sopportano i Parchi e ogni altra sovrastruttura burocratica che non aiuta l’ambiente ma lo fa morire», attacca il consigliere regionale Stefano Valdegamberi che si fa portavoce del disagio di molti allevatori con le concimaie straripanti e l’impossibilità di liberarsi dei liquami se non nei giorni di Natale e Santo Stefano.

«Lo spandimento del letame in Lessinia, zona vulnerabile, è consentito durante l’inverno per soli 15 giorni in date e ore stabilite da un Bollettino Arpav. Già questa è una cosa da matti. Poi è assurdo decidere che sia possibile (solo in alcune ore), a Natale e a Santo Stefano, (due giorni in meno dei 15 concessi), sapendo che in questi giorni anche i contadini avrebbero diritto di stare con le proprie famiglie. Se i contadini vessati gettano la spugna, chiudono le stalle e fuggono dalla montagna, poco importa ai burocrati che organizzano i calendari. È una situazione assurda che vale solo per la Lessinia, non per la montagna bellunese né per l’altopiano di Asiago e non capisco quali siano le differenze geomorfologiche fra in due altopiani.

«In Lessinia sono vietate allo spandimento di reflui zootecnici le aree Sic (Siti di importanza comunitaria) e Zps (Zone a protezione speciale) oltre a quelle del Parco, ma in aggiunta esistono limitazioni assurde, come quelle del semaforo, applicate in modo demenziale», prosegue Valdegamberi, denunciando di non capire perché non si sfruttino i giorni buoni come quelli che hanno preceduto Natale e si obblighi la gente a lavorare nei sacrosanti giorni di festa. •

Vittorio Zambaldo
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