Il grande cuore di Nasoni sarà ricordato in privato

Gianni Nasoni con uno dei suoi amati cani
Gianni Nasoni con uno dei suoi amati cani

Sulla finestra di casa aveva appeso il suo testamento: «Sono solo una foglia… il vento mi accarezza, il sole mi scalda, la pioggia mi disseta, gli uccelli mi volano intorno. Ti regalo ombra, ossigeno, colore…diventerò cibo per la terra, nutrimento per la natura. Perciò guardami, accompagnami, amami e rispettami». In queste parole si ravvisava la vita di Gianni Nasoni, 65 anni, morto improvvisamente per arresto cardiaco nel suo letto nella frazione Campiano di Cazzano di Tramigna. A Campiano era arrivato una decina di anni fa ed era diventato l’anima pulsante della piccola comunità. Anima sensibile per le bellezze della natura, e solidale con gli animali, aveva dato vita nel 2012 alla Festa degli Iris. Sua anche l’idea della sistemazione della piazza della frazione e dell’attivazione di un piccolo museo del Novecento nei locali della parrocchia, dove aveva raccolto la sua collezione di attrezzi agricoli e domestici, giochi artigianali e tutto quanto richiamava il piccolo mondo antico della ruralità. La sindaca Maria Luisa Guadin lo aveva scelto come rappresentante della frazione, pur essendo della lista di minoranza, perché ne ammirava la semplicità, disponibilità, capacità propositiva e l’essere operativo sul territorio che amava e voleva difendere. Si prendeva cura degli animali, sopratutto di quelli abbandonati e seviziati, portando avanti battaglie di civiltà per il riconoscimento dei loro diritti. A lui era stato affidato Mosè, il segugio gettato in Adige con le zampe legate per essere affogato, e Ossi, la cagnolina pelle e ossa trovata legata ad un albero in un bosco di Mezzane di Sotto: cani e gatti erano compagni dei suoi giorni e delle sue lunghe passeggiate. Per suo desiderio e dei familiari, le esequie si svolgeranno in forma privata.

V.Z.