Selva di Progno

I cento anni di Maria Mettifogo, una vita eroica dalla povertà della guerra ai 24 pronipoti

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La centenaria Maria Mettifogo con sindaco, vicesindaco e due figlie
La centenaria Maria Mettifogo con sindaco, vicesindaco e due figlie
Intervista alla centenaria Maria Mettifogo (Zambaldo)

Ha tagliato lo scorso 30 novembre il traguardo del secolo Maria Mettifogo e ieri ha festeggiato a contrada Venchi di San Bortolo con i nove figli, 21 nipoti e 24 pronipoti: guarda l’albero genealogico e si commuove pensando a Jack, l’ultimo nato lo scorso febbraio, che ha fatto in tempo a conoscere questa bisnonna eroica perché ha la storia della povera gente scritta nella carne e nella memoria che conserva ancora lucidissima.

Restò orfana di padre a 9 anni, con altri quattro fratelli di cui il più piccolo aveva solo 11 mesi. Toccò a lei mendicare di porta in porta una manciata di farina di polenta: «Tre Ave Maria davanti a ogni porta e tante porte non si aprivano o si aprivano per dire “Abbiamo fame anche noi”», ricorda Maria, una croce portata per tre anni e poi passata sulle spalle dei fratelli più piccoli mentre lei, “da grande” a 14 anni era già a servizio in un albergo di Recoaro e poi in una famiglia di “siori” a Padova. Ricorda ancora quando vennero a pignorare l’unico campo che avevano e il poco fieno raccolto per le tre pecore che erano rimaste.

«In casa non abbiamo mai cotto un uovo: servivano da barattare con altri beni di prima necessità e siamo cresciuti a polenta, castagne, “nose, pomi, rave e capussi”. Mamma riuscì a comperare una capra e la bottiglia del latte non calava mai, nonostante bevessimo in cinque, perché continuava ad allungare il contenuto con l’acqua».

Dopo la morte del marito in un incidente stradale quando il figlio più piccolo era di appena 8 anni, ha continuato a rimboccarsi le maniche come ha sempre fatto per tutta la vita arrivando a questo traguardo con un segreto: «Merito dei figli e della nuora con cui vivo che mi tengono come una regina».

V.Z.