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17.05.2020

Fra asporto e pranzi all'aperto, la Lessinia riparte così

In paese a Bosco Chiesanuova e nei rifugi della Lessinia che hanno avuto la possibilità di aprire, l’accoglienza è stata fatta e le presenze non sono mancate in una giornata che ha alternato sole ad annuvolamenti.

In piazza Marconi, in centro paese, si sono notate più persone di domenica scorsa, ma il servizio si è ancora una volta limitato all’asporto per la Crêperie e Casa Leon d’oro. Da domani si riapre l’attività con gli accorgimenti suggeriti dalle nuove prescrizioni relativamente alla distanze, ai sistemi di protezione e alla disinfezione. 

 

 

«Fin dal mattino abbiamo visto più movimento della settimana scorsa e abbiamo ricevuto altre prenotazioni per l’albergo proprio a partire dai giorni immediatamente seguenti alla riapertura. Adesso molto dipenderà dal meteo, perché è chiaro che la gente esce volentieri di casa e sale in montagna se trova bel tempo», commenta Gian Maria Boninsegna, titolare con la compagna Giorgia Brentegani della Casa Leon d’oro.

Bocca di Selva, come domenica scorsa ha organizzato la distribuzione dei pasti all’aperto, davanti alla porta del rifugio, dove l’ingresso era interdetto agli escursionisti: stoviglie in materiale compostabile e per tavoli e sedie i prati attorno al rifugi.

 

 

A Podestaria si sono predisposti i tavoli all’aperto con le misurazioni per le distanze da mantenere a chi si siede a consumare il cibo. 

Al rifugio Malga Malera l’imperativo è stato: «Mai fermarsi!». Così il tavolino è diventata una cassetta della frutta sui prati attorno al rifugio, che i gestori hanno imbandito con gnocchetti, cervo, un waffle caldo e un sorriso mascherato.

All’Osteria Ljetzan di Giazza, l’oste Giorgio Boschi, oltre al tradizionale menù con bigoli e gnocchi di primo, trota ai ferri o baccalà con polenta di secondo, ha confezionato per gli escursionisti diversi panini e inventato una specialità: il crautino, panino caldo con crauti e cotechino da consumare sulla piazza dell’antica frazione cimbra o portare con sé in passeggiata. 

Vittorio Zambaldo
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