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05.07.2019

Ferrata Campalani
rinnovata a 60 anni
dall'inaugurazione

A sessant’anni dalla sua inaugurazione la ferrata Carlo Campalani, costruita dal Gruppo alpinistico operaio (Gao) Verona, si rimette a nuovo e si offre agli escursionisti per rinnovate salite su quella parete che un gruppo di ardimentosi ideò e costruì in appena un anno con punte esagonali d’acciaio e pesanti colpi di mazzetta per praticare i fori dove inserire pioli e cambre per il fissaggio della corda metallica.

 

Erano Renato Nicolis, Nereo Claudio e il figlio Ruggero con il loro cane Alpe che talvolta portava il basto, Toni Conterno e Bepi Bonazzi con i quali cominciò l'avventura dopo aver osservato dalla finestra del rifugio Scalorbi quella parete dolomitica del crestone sudest di Cima Posta che anche d’inverno, baciata dal sole, restava sgombra di neve e ghiaccio. A loro si aggiunsero poi Vittorio Marangoni e le fidanzate Fernanda Testi e Alessandra Righetti, che oltre ad aiutare nel lavoro si sobbarcavano anche il compito dei rifornimenti al gruppo che avanzava spedito nell’impresa.

 

Rinnovata la ferrata Campalani (Zambaldo)

 

La cerimonia che ha inaugurato il rinnovo della ferrata li ha ricordati con lo scoprimento di una targa, presente Francesco, il figlio di Nicolis e lo stesso Ruggero che alla soglia di 77 anni è arrivato ai piedi dell’attacco. Hanno affrontato invece la salita due giovanissime arrampicatrici, Gaia consigliere del Gao e l’amica Camilla, immagine bella del futuro e una soddisfazione per il presidente del Gao Andrea Dalla Valle che a lungo ha lavorato per il rinnovo della via, finanziata dalla Provincia autonoma di Trento con il contributo del Comitato Gruppi alpinistici Veronesi. 

Vittorio Zambaldo
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