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19.10.2019

Fade, orchi e adesso anche cosplayer

Una cosplayer: la definizione è nata nel 1984, in Giappone
Una cosplayer: la definizione è nata nel 1984, in Giappone

La Lessinia come scenografia naturale per cosplayer e fotografi. È l’idea che ha preso corpo e si realizzerà nella giornata di domani nei dintorni di Bosco Chiesanuova, grazie all’evento «Lessinia in cosplay» promosso dal fotografo e digiarter Maurizio Moroni, in collaborazione con l’erboristeria Sauro, l’associazione «Una montagna di idee» e il passaparola di tanti interessati, oltre alla collaborazione di Original Cosplay, il gruppo che ha fornito supporto. «Il concetto di Cosplay nasce in Giappone nel 1984, quando il reporter Takahashi Nobuyuki conia il termine fondendo le parole inglesi “Costume” e “Play”, cioè giocare con i costumi», spiega Moroni, «e il cosplay consiste nel trarre ispirazione da letteratura, cinema, televisione e fumetti ma anche dalla propria fantasia, per realizzare costumi che rispecchino i propri eroi e quindi indossarli interpretando i personaggi a cui ci si è ispirati». «Proprio per la sua natura e genesi, il fenomeno cosplay va a braccetto con la fotografia, spesso considerata documentaristica e didascalica del soggetto, che ottiene così un ricordo della propria performance singola o corale. Ma accanto a questa versione ne sta emergendo, seppure un po’ in ritardo rispetto al resto del mondo, una più dedicata che attraverso un incontro specifico tra fotografo e cosplayer genera foto di qualità e creative, anche con l’utilizzo della digiart che trasforma le foto di qualità in vere visioni artistiche, senza stravolgere il soggetto ma contestualizzandolo nella performance e ambientazione», aggiunge Moroni, che di questo hobby ha fatto anche un’interessante occasione di studio e di espressione artistica. Fotografo free lance per la rete britannica Bbc, per la quale collabora nella cura di fotografie ed artwork per alcune serie televisive, ha organizzato per il circolo culturale inglese UKPhoto vari eventi e laboratori nel mondo fra cui l’ultimo, lo scorso agosto, di fotografia e comunicazione per immagine alla New Jersey City University, «dove ho avuto modo di parlare della Lessinia come set naturale, rilevando quanto fascino abbia saputo destare», rivela. Ed è questo l’obiettivo principe dell’iniziativa, che in caso di maltempo avrà comunque a disposizione dei set alternativi e significativi, «per far fare un ulteriore passo qualitativo alla Lessinia, un territorio vivo, dal grande valore artistico, che si affianca a quelli, già notevoli, paesaggistico e rurale. Il grande patrimonio di fantasia che popola boschi e altopiani, vaj e covoli di fade, strie e orchi è il naturale stimolo alla creatività. L’aspetto innovativo in questo tipo di evento è proprio riuscire a trarre il massimo da un’ambientazione naturale che consente alla fantasia di galoppare fornendo scorci adatti a ogni visione creativa», conclude Moroni. •

V.Z.
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