First Lego League

Doppio premio per la squadra di robotica MycolLego alle finali nazionali

Conquistano il premio Progresso e il premio Coach
Roverè: la squadra di robotica "MycolLego" della scuola media secondaria, che ha vinto il premio "Progresso" e il premio "Coach" alle finali nazionali della "First Lego League"
Roverè: la squadra di robotica "MycolLego" della scuola media secondaria, che ha vinto il premio "Progresso" e il premio "Coach" alle finali nazionali della "First Lego League"
Scuola di Roverè (Zambaldo)

Doppio traguardo per le ragazze e i ragazzi di MycolLego, il team di robotica della scuola secondaria di primo grado di Roverè che alle finali nazionali della First Lego League conquistano il premio Progresso e il premio Coach.

 

Il primo è assegnato alla squadra che ha ottenuto i progressi più significativi in termini di fiducia in se stessa e di capacità, sia nella prova di robotica sia nel progetto innovativo. Il premio Coach lo assegna la giuria ma su quanto descrivono i componenti stessi delle squadre (15 quelle partecipanti da tutta Italia alla finale nazionale, dopo aver vinto le rispettive qualificazioni interregionali) rispondendo a delle domande sul loro allenatore, l’insegnante che li ha preparati per la competizione e che sono stati per la scuola di Roverè Emanuele Miliani (Educazione tecnica), Anna Bianco (Lettere) e Flavia Bonomi (Inglese).

 

Il fantastico gruppo di quindici maghi della robotica e a maggioranza rosa (9 ragazze e 6 ragazzi) provenienti dalle scuole secondarie di primo grado di Cerro, Roverè e Velo, tutte dell’Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova, hanno lavorato sul tema assegnato che era RePlay, inteso come ritornare a giocare e reinventare il gioco, che in tempo di pandemia ha rappresentato la sfida innovativa e psicologicamente più azzeccata per motivare il gruppo, che ha risposto alla grande inventando una piattaforma musicale con delle piastre collegate ad elettrodi in grado di emettere una nota quando subiscono una pressione. Il primo interrogativo al coach Miliani, a concorso concluso, è stato «e adesso che facciamo?».

 

«Lo hanno chiesto dopo tredici ore di tensione e di gara. Questo è il bello e il “brutto” di aver creato una vera squadra», ammette il docente, che ha ricevuto da una delle ragazze il complimento più bello per il lavoro svolto in questi mesi: «Non avrei mai pensato di poter legare così tanto con i miei compagni».

Vittorio Zambaldo