Disperso da sabato nella neve Ansia per un trentenne rumeno

L’auto del rumeno parcheggiata al Colle di BranchettoMartin Florentin
L’auto del rumeno parcheggiata al Colle di BranchettoMartin Florentin
L’auto del rumeno parcheggiata al Colle di BranchettoMartin Florentin
L’auto del rumeno parcheggiata al Colle di BranchettoMartin Florentin

Non hanno avuto alcun esito, fino a ieri sera, le ricerche su vasta scala condotte per trovare il trentenne rumeno Martin Florentin Alin residente a Grezzana, occupato in un’azienda del paese, disperso in Lessinia da sabato pomeriggio. Secondo la testimonianza della moglie, l’uomo sarebbe partito da casa verso le 14.30 per un giro in montagna, ma alle 18.30 del giorno dopo, domenica, non era ancora rientrato ed è scattata allora la denuncia di scomparsa ai carabinieri. La segnalazione della targa dell’auto ha portato a trovarla parcheggiata al Colle di Branchetto, sulla strada provinciale 6, nel pressi del bivio che porta verso il Monte Tomba. Nelle ricerche si sono impegnati i carabinieri di Grezzana con il supporto dei colleghi della stazione di Bosco Chiesanuova, i carabinieri forestali della stazione lessinica, i vigili del fuoco di Verona, i volontari della stazione di Verona del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e la Protezione civile di Bosco. Dopo il ritrovamento dell’auto il primo pensiero è corso subito a una possibile escursione sull’altopiano e per questo è stato allertato il Soccorso alpino quando erano già le 22.30 di domenica. Le ricerche si sono rivelate subito molto difficili per le condizioni meteo di quelle ore con una forte nevicata in corso accompagnata da vento. «Ho ricevuto la chiamata dei carabinieri di Grezzana poco prima di mezzanotte per sapere se era passato dal rifugio un cittadino di origine rumena», racconta Andrea Albertini, gestore del rifugio Monte Tomba, che ospita anche il ponte radio per il Soccorso alpino. Sabato aveva prestato servizio la figlia Daiana, ma nessun escursionista corrispondeva alle caratteristiche dell’uomo che si era allontanata da casa con scarpe bianche e giubbotto nero. «Mi sono comunque messo a disposizione e con la mia motoslitta ho caricato il vice capostazione del Soccorso alpino Lorenzo Manfreda portandolo al rifugio, mentre una squadra di volontari saliva a piedi verso Castel Gaibana. Con la motoslitta e in condizioni difficili vista la neve fresca e la temperatura rigida fino a -10 °C abbiamo percorso diversi chilometri fra il Tomba, Podestaria e Bocca di Selva, fino alle quattro del mattino, ma senza alcun risultato», racconta Albertini. In mattinata è intervenuto l’elicottero di Verona Emergenza e nel pomeriggio quello dei vigili del fuoco per le ricerche dall’alto ma senza esito. Si è tentato anche di mettere in azione i droni per la ricerca, ma il forte vento ne disturbava il volo, per cui le ricerche sono continuate da terra con volontari sugli sci e con i quad, sospese solo con il buio. Verranno riprese nella mattinata di oggi. •.

Vittorio Zambaldo