Parola di prefettura e carabinieri

Stretta anche sullo sci di fondo: concesso solo a chi arriva dai piccoli comuni

La Translessinia non era così bianca e innevata da anni, ma per i più rimane un miraggio
La Translessinia non era così bianca e innevata da anni, ma per i più rimane un miraggio

Una stagione invernale con neve abbondante e soffice, tempo bello e grazie all’inversione termica anche temperature miti in quota, ma una pandemia che aggredisce luoghi chiusi e affollati. Ci sarebbero tutti gli ingredienti per dire che l’attività motoria all’aperto e svolta singolarmente, come quella dello sci di fondo, o del camminare con o senza ciaspole sulla neve, sia oltre che necessaria, anche salutare, e invece no.

Chi giovedì era partito, magari da Verona, per una sciata sulle piste di fondo della Translessinia si è trovato i controlli dei carabinieri a bordo pista: «Per oggi avvertiamo soltanto, ma da domani (venerdì) ci sarà tolleranza zero per chi esce dal proprio Comune con più di 5mila abitanti e si trasferisce oltre i 30 chilometri, per la pratica di qualsiasi attività sportiva e non sia atleta professionista o lo faccia per lavoro come allenatore o maestro di sci». Sogni di svago e relax colpiti e affondati nella bianca coltre che in questi giorni copre l’altopiano in un paesaggio da cartolina invernale. Dunque ad essere vietate non sono sole le camminate o le ciaspolate, come già si sapeva ed era stato ampiamente diffuso anche dal nostro giornale, ma anche l’attività di sci di fondo che in un primo momento era stata ritenuta compatibile con il Dpcm, anche se esercitata non a livello professionale ma soltanto amatoriale. Ieri poi la conferma con la firma del nuovo Dpcm che sostanzialmente ribadisce le misure già in vigore per le zone arancione: sono vietati gli spostamenti dalle 22 alle 5 del mattino e quelli fuori dal proprio Comune e dalla propria Regione.

 

Una giornata sulla neve, un piacere riservato a pochi
Una giornata sulla neve, un piacere riservato a pochi

 

Nei piccoli Comuni fino a cinquemila abitanti sono consentiti gli spostamenti in un raggio di 30 chilometri, eventualmente anche in un’altra Regione, ma con divieto di raggiungere il capoluogo di provincia. Restano chiuse palestre e piscine ma restano aperti i centri sportivi per l’attività all’aperto. Ed è su quest’ultimo punto che si sono innescate interpretazioni relativamente proprio all’attività sciistica sulle piste di fondo, con l’osservazione che il Dpcm ammette il trasferimento nei Comuni limitrofi per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana, con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni. La questione sollevata da molti è se un comprensorio alpino di piste per la pratica dello sci di fondo, e in genere la montagna innevata, possano rientrare nel concetto di «centri e circoli sportivi pubblici e privati». «In realtà», osserva il sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti, che si è consultato con la Prefettura e il comando stazione dei carabinieri, «la regola che prevale è che lo spostamento per usufruire di tali strutture, ad esempio il Centro fondo, è consentito solo e comunque in Comuni limitrofi e solo per i residenti in Comuni fino a cinquemila abitanti. Se non valesse questa regola, chi potrebbe impedire ai residenti non solo di Verona, ma anche di Rovigo, di Vicenza, di Padova, di presentarsi in Lessinia a far fondo, visto che anche loro non hanno la neve?». La regola non solo ribadisce il divieto di uscire dal proprio Comune ma sfila gli sci dai piedi di tanti che contavano su questa possibilità per una giornata all’aria aperta, praticando uno sport pulito e a contatto con la natura. •

Vittorio Zambaldo