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31.05.2020 Tags: Bosco Chiesanuova

Dalla riscoperta delle trincee della Lessinia al viaggio in Nepal

Flavio Melotti con Nicoletta e la figlia Linda. A destra, è in Nepal
Flavio Melotti con Nicoletta e la figlia Linda. A destra, è in Nepal

«È stata una prova terribile: sopportare l’impotenza di non poter dare conforto, non poter dirgli che gli vogliamo bene, di poterlo rassicurare. Ti vengono a mancare le cose essenziali. Sono stati cinque giorni tremendi». Lo dice con le lacrime che ancora le strozzano la voce Nicoletta Benolli, già assessore ai servizi sociali del Comune di Bosco Chiesanuova, raccontando il calvario di suo marito Flavio Melotti, 69 anni, portato via all’improvviso dal Covid-19. «Non voleva andare in ospedale, sapeva di quel pericolo, ma io, vedendo la sua fatica a respirare, ho chiamato il 118 e non mi sono pentita di questo, anche se con nostra figlia Linda abbiamo poi passato giorni indescrivibili». SOLO UNA TELEFONATA il primo giorno di ricovero, in cui Flavio ha potuto parlarle e ringraziarla «perché qui in ospedale ora sto meglio». «Tanti grazie e poi un silenzio per sempre. Solo brevi telefonate con i medici del reparto fino all’ultima che mi ha annunciato la sua morte: era partito in ambulanza ed è tornato cenere in un’urna. Ti manca un pezzo importante, fondamentale, ti sembra di averlo abbandonato perché sono venuti a mancare tanti piccoli gesti che non avrebbero cambiato il corso delle cose ma che sono dignitosi e importanti per chi va e per chi resta. Ma ci ha incitati ad essere sempre forti e coraggiosi e Linda ed io abbiamo deciso di fargli questo dono». E forti lo sono state entrambe, isolate per il contatto che avevano avuto con il loro caro, vivendo lontane non hanno potuto contare nemmeno sul sostegno della vicinanza. Ci ha pensato la piccola [comunità di Bosco Chiesanuova, dall’amministrazione comunale a tanti concittadini, «Isolate e lontane, ci siamo sentite abbracciate a tutti», conclude Nicoletta. E un grande abbraccio a Flavio, oltre che dagli alpini di cui era stato consigliere sezionale e artefice della riscoperta delle trincee di Malga Peocio, di Bocchetta San Nazaro e di Passo Malera, dal Collegio dei geometri di Verona nel quale era stato al vertice prima come segretario e poi come presidente, è arrivato anche dalla sezione Lessinia del Cai di Bosco Chiesanuova della quale era presidente in carica da quattro anni. Fu lui a preparare l’operazione della nuova sede in via Cengetti e a porre la prima pietra: «Avremmo voluto che tagliasse anche il nastro dell’inaugurazione. Purtroppo non sarà così e per noi è un colpo durissimo», ammette Claudio Sponda, anche lui geometra e vicepresidente della sezione. [«Senza di lui stiamo zoppicando, ma nel suo ricordo dobbiamo continuare. Personalmente ho perso un fratello che ho apprezzato ancora di più nei venti giorni passati insieme in Nepal. Continueremo a lavorare perché il suo sogno si realizzi come sempre ci spronava a credere».

Vittorio Zambaldo
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