L'iniziativa di alcuni dipendenti del liceo più antico d'Italia

Dal Maffei al Carega a piedi: «Quest'anno scolastico è come camminare in montagna»

L'iniziativa di alcuni dipendenti del liceo più antico d'Italia
Dal Maffei al Carega a piedi

Per i loro colleghi di 210 anni fa, quando il liceo Maffei venne fondato nell’Italia napoleonica, un’avventura del genere avrebbe significato spingersi a piedi ai confini del Regno di Baviera. Nulla di così temerario per Romeo Ferrari e Antonella Fochesato, che però, con l’“impresa“ dello scorso fine settimana, sono riusciti comunque a portare a termine un cammino di oltre 50 chilometri dando un senso nuovo all’anno scolastico ricco di incognite appena cominciato e, forse, a dare il via a una piccola tradizione. Lui, professore di storia e filosofia del Maffei in pensione da settembre e lei, impiegata amministrativa, sono partiti dai cancelli del liceo più antico d’Italia e sono arrivati, un passo dietro l’altro, in cima al Carega.

Con loro, dal rifugio Revolto, altri quattro professori maffeiani. «Era un percorso che avevo già proposto al preside l’anno scorso», racconta Ferrari, «dovevamo farlo a giugno ma era saltato per una nevicata fuori stagione. L’idea era raggiungere il Carega a piedi, dimostrando che un obiettivo anche ambizioso si può raggiungere solo con i propri mezzi. Attraversando paesaggi diversi, da quello urbano a quello montano, passando per la periferia».

 

 

La partenza di Romeo e Antonella, poco dopo l’alba, è avvenuta dal liceo ginnasio che sorge a due passi dall’Adige. Poi via in direzione montagne, transitando per Montorio. Lì un caffè, poi in salita verso Pian di Castagnè. A quel punto San Rocco, San Vitale e la discesa fino alla Val d’Illasi raggiungendo infine Giazza. Da qui, dopo una meritata pausa, prima della risalita fino al rifugio Revolto. In tutto circa 42 chilometri, come una maratona, e 1.800 metri di dislivello.

 

 

Il giorno dopo Antonella e Romeo sono stati raggiunti dai colleghi Emanuele Amaini, Alberta Ranzato, Donatella Borgo, Diego Bellone con Anna. E con loro i due “pellegrini“ hanno affrontato la classica risalita al Carega attraverso i rifugi Pertica, Scalorbi e Fraccaroli. «È una cosa sulla quale avevo insistito molto», racconta Ferrari, «anche in relazione all’anno scolastico che sta cominciando: viviamo un momento di estraniazione forzata, questo cammino insieme è stato un modo per togliere ansia e preoccupazione. Al mondo della scuola serve, ogni tanto, fare fatica anche fisica. E camminare ti permette di osservare e dialogare».

 

L’ascesa è stata, nemmeno troppo velatamente, un’allegoria delle difficoltà che giocoforza insegnanti e ragazzi devono affrontare quest’anno: «Come in un lungo cammino, ci si trova davanti alla scelta sulla strada da percorrere. Ci sono momenti di scoramento e imprevisti, ma bisogna andare avanti». C’è l’idea di riproporre questa piccola avventura ogni anno: «Sarebbe bello, allargando la proposta ad altri docenti, ai ragazzi e alle famiglie».

 

Riccardo Verzè