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21.02.2020

Dai monti all'Urbe: l'unicità degli Alti Pascoli della Lessinia raccontata a Roma

Paesaggio degli alti pascoli ritratto da Marco Malvezzi
Paesaggio degli alti pascoli ritratto da Marco Malvezzi

Presentazione ufficiale a Roma, nella sede dell’Ente nazionale del turismo (Enit), del progetto, finanziato dal Gal Baldo Lessinia, per iscrivere gli Alti Pascoli della Lessinia nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici di cui fanno parte altre tredici aree del nostro paese e per il Veneto le colline delle denominazioni Valdobbiadene e Soave.

 

I promotori della candidatura degli Alti Pascoli della Lessinia a «paesaggio rurale storico»

 

Il dossier, illustrato alla presenza anche dei parlamentari Paolo Tosato e Vito Comencini (Lega) e Vincenzo D’Arienzo (Pd), sarà consegnato per la fine del mese al ministero per le Politiche agricole, che si pronuncerà entro l’estate sull’esito finale della candidatura.

A spiegare le finalità del Registro è stato il suo ideatore, Mauro Agnoletti, professore di Pianificazione dei sistemi agricoli e forestali e Storia ambientale della Scuola di Agraria dell’università di Firenze e membro della Commissione che valuterà la richiesta di candidatura. Agnoletti ha spiegato l’impegno del Registro, nato con il Piano di sviluppo rurale 2007-13, per arginare il preoccupante calo di 10 milioni di ettari di aree agricole nel nostro Paese nel corso del Novecento e per orientare l’interesse turistico anche in aree con meno visibilità.

 

Il coordinatore del progetto e perito agrario Giuliano Menegazzi ha ricordato come la Lessinia sia un vasto territorio rurale, contraddistinto da un morbido paesaggio modellato nei secoli, nelle sue forme, grazie a generazioni di allevatori, pastori e montanari e caratterizzato dalla presenza di antiche contrade, malghe e architetture in pietra, uniche al mondo.

Daniele Massella, presidente dell’Associazione Tutela della Lessinia, capofila del Comitato promotore, ha sottolineato lo sforzo organizzativo per mettere insieme soggetti istituzionali, Comuni, società agricole private, associazioni e consorzi di tutela con l’unico obiettivo di raggiungere il risultato dell’iscrizione della Lessinia nel Registro nazionale dei paesaggi di interesse storico rurale, «che deve essere non un punto di arrivo, ma di partenza per garantire il futuro, in primis, alle persone che sui Lessini vivono e lavorano».

 

A mostrare in sintesi il lavoro svolto dal team operativo di professionisti e tecnici è stato il dottore forestale Davide Pasut, che ha mostrato nel confronto di immagini aeree del 1954 e del 2015, la sostanziale integrità, superiore all’80 per cento, del paesaggio, che ha collocato questo territorio nella sesta fascia, la più alta prevista dal dossier ministeriale e come, tra le oltre cento malghe presenti in Lessinia, l’85 per cento siano gestite da aziende originarie del territorio.

Alessandra Albarelli, presidente nazionale di Federcongressi&Eventi, già assessore al Turismo e commercio a Bosco Chiesanuova, ha rivelato che in questionari raccolti la scorsa estate dall’ufficio turistico Iat locale, più del 40 per cento degli abitanti intervistati sarebbe disposto ad accogliere turisti in casa propria; più della metà farebbe volentieri da «cicerone» accompagnando gli ospiti alla scoperta del territorio e il 92 per cento sarebbe disposto a unirsi in gruppi di volontari per manutenzione, cura e conservazione del paesaggio. «Il Progetto Alti Pascoli è un percorso di studio e valorizzazione della Lessinia del tutto inedito e prezioso, capace di evidenziare elementi di unicità e peculiarità storica, ambientale, architettonica e culturale di interesse nazionale e, per certi versi, anche internazionale», ha sintetizzato Albarelli illustrando il possibile futuro di questa terra prealpina di circa 10 mila ettari compresa tra Verona, Trento e Vicenza.

Ha concluso gli interventi Raffaello Campostrini, presidente del Parco naturale regionale della Lessinia, che ha esaltato la bontà del progetto promosso dall’associazione temporanea di scopo e dagli altri componenti del comitato che si sono “sostituiti” alla politica, accelerando un processo di valorizzazione di queste terre. •

Vittorio Zambaldo
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