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22.11.2019

L’onoreficenza Derlo d’oro al Film Festival della Lessinia

Il direttore artistico del festival Alessandro Anderloni con il premio e gli amministratori FOTO AMATO
Il direttore artistico del festival Alessandro Anderloni con il premio e gli amministratori FOTO AMATO

Per i suoi 25 anni di attività, il Comune di Bosco Chiesanuova ha assegnato al Film Festival della Lessinia la massima onorificenza del Derlo d’oro, un gioiello del maestro orafo Cesare Soprana, incastonato su una pietra della Lessinia. «Un riconoscimento che non diamo a tutti», ha premesso il sindaco Claudio Melotti nell’ambito del consiglio comunale che ha deliberato l’assegnazione, «perché il primo è stato concepito dopo la seconda medaglia d’oro nella mountain bike di Paola Pezzo alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 e successivamente conferito al cantante lirico Ivo Vinco, ai fratelli olimpionici del fondo Sabina e Fulvio Valbusa, allo Sci club Bosco per i suoi 70 anni di attività e nel 2014 al missionario padre Renzo Florio». «Il Film Festival promuove il nome della Lessinia nel mondo e merita il riconoscimento per i valori che ha saputo trasmettere in questi anni. Il Derlo d’oro è del nostro Comune ma siamo i primi a volere che la rassegna e il concorso cinematografico sia patrimonio di tutta la Lessinia», ha aggiunto Melotti. «La scelta dell’amministrazione ha trovato tutti concordi e unanimi», ha aggiunto l’assessore alla Cultura Lorenza Corradi, «per il livello internazionale raggiunto dalla rassegna, per il valore anche sociale dei temi che vengano dibattuti». Sono intervenute anche le consigliere Andreina Canteri e Barbara Asinari per complimentarsi con il presidente del Festival Giancarlo Corradi, il direttore artistico Alessandro Anderloni e Vito Massalongo, presidente del Curatorium Cimbricum Veronense che con Piero Piazzola e Mario Pigozzi idearono la manifestazione. Parole di sostegno sono venute anche da Cristian Brunelli a nome della Provincia, da Raffaello Campostrini, sindaco di Sant’Anna d’Alfaedo e presidente del Parco della Lessinia; da Nadia Maschi, sindaco di Cerro che ha ospitato il concorso per una decina d’anni, prima del trasferimento a Bosco Chiesanuova, e da Mario Varalta sindaco di Velo che ha elogiato il suo compaesano Anderloni per l’attaccamento alla Lessinia nonostante il successo che avrebbe potuto portarlo su palcoscenici più grandi. Maria Grazia Bregoli, direttrice del carcere di Montorio ha ricordato l’esperienza della giuria dei detenuti attrraverso il lavoro di Microcosmo, l’attività di Anderloni in carcere con il teatro dei detenuti e dei detenuti stessi a Bosco impegnati come volontari nei servizi di logistica durante il Film Festival. «Davvero durante la rassegna a Bosco si respira un’aria nuova», ha riconosciuto l’onorevole Paolo Paternoster, «e la sento anch’io che in quei giorni lavoro a Verona, sento che la gente si aspetta di venire e partecipare perché è una rassegna assolutamente importante. Il premio fa onore a tutta la Lessinia». «Grazie al Comune di Bosco perché stabilmente sono lì a chiedere», ha ricordato il presidente Corradi, «e ottengo la collaborazione più grande da tutti gli uffici e dalla grande squadra di volontari, perché se mancassero loro dovremmo chiudere immediatamente». «Il palcoscenico più difficile è quello di casa propria per chi fa teatro», ha esordito Anderloni, «perciò è una grande soddisfazione che questo premi arrivi dal Comune di Bosco, dalla casa del Film Festival. Abbiamo ricevuto tanti altri riconoscimenti, ma questo è il premio delle persone e delle comunità e siamo noi a fare un applauso al Comune e alle comunità che ci ospitano. Non traduciamo mai il titolo della rassegna all’inglese “Lessinia Film Festival” perché ci teniamo che ci sia quel “della” per sottolinearne l’appartenenza. Cos’è oggi il Film festival? Lo spiego così: il film vincitore dello scorso anno come miglior cortometraggio è candidato nella cinquina degli Oscar e il vincitore della Lessinia d’argento di quest’anno è candidato agli oscar per la Macedonia. Significa che da qui passa una cinematografia che parla e apre al mondo, ed è questo che ci riempie di gioia e di orgoglio». «La cosa straordinaria è essere ancora qui dopo 25 anni e il Derlo dice che siamo montanari e i montanari hanno tenacia. Grazie per averlo assegnato al Festival e a tutte le persone hanno portato questo derlo, i volontari, gli amministratori, gli imprenditori, i tanti amici, l’università, il carcere, tante altre associazioni di volontariato: tutti lo hanno portato con fatica per un tratto di strada», ha concluso Anderloni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo
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