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17.10.2019

Il Cai Lessinia adesso è «spaziale»

Gli astronauti in una foto di gruppo in grotta: ci hanno vissuto per una settimana
Gli astronauti in una foto di gruppo in grotta: ci hanno vissuto per una settimana

La sezione di Bosco Chiesanuova del Club alpino italiano (Cai Lessinia) si internazionalizza con l’adesione di sei nuovi iscritti dallo spazio: astronauti provenienti da Canada, Germania, Giappone, Russia e Stati Uniti. Sono Jeanette Epps (Nasa), Joe Acaba (Nasa, al suo attivo un volo Space Shuttle e due missioni sulla stazione spaziale internazionale Iss), Alexander Gerst (Esa, ente spaziale europeo e primo comandante tedesco sulla Iss), Takuya Onishi della giapponese Jaxa, Joshua Kutryk della Canadian Space Agency e Nikolay Chub di Ruscosmos. Hanno svolto a settembre, nella fascia carsica fra Italia e Slovenia, il sesto Esa Caves, corso di addestramento in grotta per astronauti organizzato dell’Agenzia spaziale europea e che ha visto, come negli appuntamenti precedenti, la direzione di Francesco Sauro per conto dell’Esa e della Scuola nazionale di speleologia del Cai, che riconosce Esa Caves come corso istituzionale: di qui l’iscrizione al Cai e, vista l’appartenenza di Francesco Sauro al Cai Lessinia, la scelta non poteva che cadere sulla sezione di Bosco Chiesanuova. «Il corso ha impegnato gli astronauti per due settimane», spiega Sauro, «nella prima sono stati addestrati alle tecniche di progressione in grotta, oltre ad apprendere le tecniche di rilievo, esplorazione, fotografia e campionamenti scientifici, per poi affrontare nella seconda settimana un periodo di sei giorni all’interno di un sistema ipogeo più complesso, dove lo scopo principale della missione era quello di migliorare la loro comunicazione, il processo decisionale, la risoluzione dei problemi, la leadership, le dinamiche di squadra durante una vera e propria missione». «Tutto questo in grotta», prosegue Sauro, «proprio perché l’ambiente sotterraneo ha molte analogie con le missioni nello spazio, in quanto permette di ricreare sulla Terra la maggior parte degli elementi di stress e le caratteristiche specifiche che si incontrano nei voli spaziali di lunga durata». Durante l’Esa Caves gli astronauti non solo sono stati addestrati, ma anche costantemente seguiti e vigilati da istruttori della Scuola nazionale di speleologia del Cai e da guide speleologiche abilitate. Inoltre il Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico italiano (Cnsas) e sloveno (Jrs) hanno presidiato gli ingressi delle grotte utilizzate per l’addestramento, pronti a intervenire nel caso di incidente o di gravi difficoltà. Flavio Melotti, presidente del Cai Lessinia, è entusiasta dei nuovi iscritti che si aggiungono ai circa 400 che ogni anno rinnovano l’adesione al sodalizio: «È una realtà di internazionalizzazione che nessuna altra sezione può vantare e ci rende orgogliosi. Mi auguro che Francesco Sauro possa portare, fra i mille impegni suoi e degli astronauti, qualcuno di loro ad essere nostro ospite per raccontare l’esperienza in grotta e nello spazio». Lo dice pensando alla nuova sede in costruzione, già arrivata al tetto e da completare ora nelle rifiniture interne ed esterne che saranno affidate ai volontari: «Ci sono già delle adesioni anche di artigiani esperti perché è chiaro a tutti che non è la casa del Cai, ma della nostra montagna e della nostra Lessinia. Avrà spazi anche per accogliere ospiti, aule didattiche per i nostri corsi e per i momenti conviviali del sodalizio», anticipa Melotti. La Lessinia si conferma terra aperta all’avventura spaziale: partono da Bosco le scarpe realizzate dal Calzaturificio Gaibana, pensate per il torrentismo, con super aderenza, che Sauro adottò nel 2014 proprio in occasione di un corso Esa Caves, lasciando stupiti gli astronauti che scivolavano sulle umide rocce delle grotte, mentre con quelle scarpe stabilità e progressione erano garantite. Ed è dei ragazzi delle medie di Roverè lo straordinario risultato 2018 alla First Lego League: il loro progetto di suola spaziale, realizzato in prototipo dal Calzaturificio Gaibana e dagli ingegneri Nato Satcom F14 di Lughezzano, ha ricevuto l’apprezzamento della stessa Nasa. •

Vittorio Zambaldo
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