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22.05.2019

Defibrillatore per bambini sull’auto della polizia locale

Un defibrillatore mobile perché caricato sull’auto della polizia locale e utilizzabile anche per i bambini, si aggiunge al già cospicuo patrimonio di strumentazione salvavita in dotazione al Comune di Bosco Chiesanuova. «Sono sei defibrillatori già installati a cui si aggiunge quest’ultimo, mobile», riferisce Daniele Garonzi, consigliere delegato dal sindaco per la Protezione civile e che da inizio mandato si è adoperato per il progetto di paese cardioprotetto. L’ultimo arrivato è un regalo di Croce Bianca Verona, fornito tramite il presidente Pierluigi Verga e ricevuto con gratitudine dal sindaco Claudio Melotti, «perché è con soddisfazione che noto maggior sensibilità sul tema, anche nella nostra popolazione dalla quale sono usciti ben 150 volontari formati negli appositi corsi organizzati per imparare le manovre di primo soccorso e di utilizzo del defibrillatore», ha commentato il sindaco, consegnando lo strumento nelle mani dell’agente di polizia locale Ivo Gasparoni. «È un regalo che deve essere un amico», ha precisato il presidente Verga, «sempre in viaggio sull’auto della polizia locale, ma che speriamo non debba mai dover scendere. Se ce ne fosse bisogno però, sarà pronto per il suo servizio come lo sono i soccorritori e il personale sanitario vicini alla popolazione della montagna». Michele Bonetti, responsabile del centro di formazione di Croce Bianca Verona, ha spiegato la particolarità dello strumento che, grazie ad una chiavetta da inserire, si trasforma da defibrillatore per adulti ad uno ad uso pediatrico, il cui utilizzo cioè è adatto a bambini di età inferiore agli otto anni. Alle cerimonia di consegna erano presenti anche i genitori di Lorenzo, Maria Grazia e Giancarlo Modena, che nel ricordo del loro giovanissimo figlio, attraverso l’associazione Pad Lorenzo Modena onlus, continuano nell’opera di sensibilizzazione e di formazione per coprire con una rete di defibrillatori più località possibili e istruire volontari al loro utilizzo. «Abbiamo deciso di continuare a vivere e ad impegnarci su questo, perché così avrebbe voluto Lorenzo», ha raccontato la mamma del giovane, morto mentre arbitrava una partita di calcio, «lo facciamo perché continui a vivere nelle nostre azioni e nelle vite che tanti volontari continuano a salvare e affinché lui ne sia orgoglioso. Undici anni fa, quando ci capitò questa disgrazia, non si sapeva neppure che cosa fosse un defibrillatore, ma qui abbiamo trovato terreno fertile dove è un piacere lavorare su questi temi», ha concluso la signora Modena commossa, fra gli applausi dei numerosi presenti. A loro il sindaco ha consegnato un diploma di riconoscenza per l’opera svolta. •

V.Z.
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