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01.10.2019

Abbonamenti Atv, il Comune dà l’esempio

Un autobus Atv in partenza dalla stazione di Porta Nuova con destinazione Lessinia
Un autobus Atv in partenza dalla stazione di Porta Nuova con destinazione Lessinia

Lo spunto lo ha dato un ordine del giorno del Consiglio comunale in merito al servizio di trasporto scolastico che rischia di dover essere totalmente a carico delle famiglie per un parere espresso dalla Corte dei conti del Piemonte (vedi articolo a fianco). Ma la giunta e il Consiglio comunale di Bosco Chiesanuova non si sono limitati a votare all’unanimità la richiesta al governo di modificare il decreto legislativo e così consentire ai Comune di integrare le tariffe o coprire interamente i costi dello scuolabus: si sono spinti ben oltre, con un provvedimento che non ha precedenti nella nostra provincia. «In giunta abbiamo deciso non solo di sostenere i costi del trasporto scolastico interno, cioè degli scuolabus che fanno la spola fra le contrade e le frazioni per portare i bambini e i ragazzi nelle rispettive sedi scolastiche, ma abbiamo deciso anche di intervenire per sostenere i costi delle famiglie per gli abbonamenti dei bus Atv che trasportano i nostri ragazzi agli istituti superiori della città e di altri paesi della provincia», ha annunciato il sindaco Claudio Melotti. Grazie alla collaborazione con l’Azienda trasporti Verona (Atv) si è potuto calcolare che per quest’anno scolastico sono 190 i giovani di Bosco Chiesanuova che scendono e salgono tutti i giorni utilizzando i bus di linea per frequentare la scuola. A seconda di dove risiedono sul territorio comunale, i costi che le famiglie sostengono rientrano nella tariffa 4 (472 euro all’anno), o tariffa 5 (520 euro all’anno) per l’abbonamento scolastico fino a Verona, con possibilità di utilizzo dei bus urbani e di riduzioni del 15 e del 30 per cento per il secondo o terzo figlio che si serva dei mezzi pubblici nello stesso anno scolastico. «È una cifra importante per una famiglia e per chi ha due o tre figli in età scolastica è un esborso straordinario e abbiamo deciso come amministrazione di mettere a disposizione delle risorse in rapporto alla capacità contributiva della famiglia», precisa il sindaco Melotti. In pratica chi ha un reddito dichiarato fra zero e 15mila euro può ottenere un contributo fino al 40 per cento della spesa sostenuta per l’abbonamento dei figli in età scolastica. Per le famiglie che hanno un reddito fra 15.000,01 e 30mila il contributo è del 30 per cento della spesa sostenuta e per chi denuncia un reddito fra 30.000,01 e 40mila euro il contributo è pari al 20 per cento. Non c’è invece nessuna partecipazione alla spesa per chi supera i 40mila euro di reddito. Le famiglie che intendono usufruire del sostegno comunale devono presentare entro luglio 2020 la ricevuta del pagamento effettuata per l’anno scolastico 2019-’20. «Purtroppo siamo in ritardo ma non è stato possibile fare diversamente. Anzi ringrazio il personale del Comune che con questa iniziativa si dovrà sobbarcare un nuovo carico di lavoro che prevediamo non semplice quanto a carte e procedure burocratiche. All'inizio sarà un po’ macchinoso, ma poi la procedura si assesterà con degli automatismi per i prossimi anni che la renderanno più snella», assicura il primo cittadino. La spesa a carico del bilancio comunale dovrebbe essere per i 190 studenti di quest’anno di circa 30mila euro: «Un piccolo sforzo per il Comune, ma un grande aiuto per le famiglie e ritengo che questa sia una cosa estremamente positiva», ha concluso Melotti ricevendo il sostegno di tutti i consiglieri. •

Vittorio Zambaldo
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