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24.07.2020 Tags: Bosco Chiesanuova

Apre la mostra virtuale su Massimiliano Kolbe

Massimiliano Kolbe
Massimiliano Kolbe

Domenica prossima a Bosco Chiesanuova, dalle 9 alle 20, apre la mostra virtuale kolbiana intitolata «Post lockdown con Massimiliano Kolbe» e dedicata al martire francescano polacco, beatificato da Paolo VI nel 1971 e proclamato santo dal suo connazionale Giovanni Paolo II undici anni dopo. L’accesso è libero, nella sala mostre al piano terra della biblioteca comunale, in piazzetta suor Maria Giuseppa Scandola, dietro la chiesa parrocchiale. Sono previste visite guidate per un massimo di 25 persone, negli orari 10; 11.30; 16; 17.15 e 18.30. La mostra sarà di nuovo aperta nel mese di agosto i giorni 14 e 15 alle 21 e domenica 16 con gli stessi orari di domenica prossima È una proposta dell'Istituto Missionarie dell'Immacolata Padre Kolbe di Verona, con la collaborazione del Comune di Bosco Chiesanuova. I visitatori sono invitati a seguire con delle proiezioni alcuni momenti della vita di san Massimiliano Kolbe e guidati a riflettere come siano stati affrontati dal martire francescano situazioni difficili come la febbre Spagnola e le due guerre mondiali, attualizzando il suo messaggio ai giorni nostri, perché è figura riconosciuta di «patrono dei nostri difficili tempi» come lo definì papa Wojtyla nell’omelia del giorno della canonizzazione. La scelta della località lessinica è stata determinata dal fatto che il paese ha dato i natali a Emanuela Sponda, missionaria dell'Istituto, che ha operato per molti anni in Bolivia e perché, proprio a Bosco Chiesanuova hanno preso il via i primi volontari dell'Immacolata Padre Kolbe, laici aggregati all'Istituto che collaborano fianco a fianco con le missionarie e i missionari nel mondo. Massimiliano Kolbe, nato in Polonia nel 1884, morì ad Auschwitz il 14 agosto 1941, offrendosi volontario al posto di un padre di famiglia che era stato scelto nella decimazione come rappresaglia per la fuga di un prigioniero. Sentendo il pianto disperato dell’uomo che lamentava di non poter più rivedere la moglie e i suoi due bambini, padre Massimiliano si offrì di sostituirlo nel braccio della morte dove i prescelti dovevano finire per fame. Resistette per due settimane assieme agli ultimi quattro compagni di prigionia e con loro fu ucciso da un’iniezione letale di acido fenico la viglia dell’Assunta. Francescano conventuale, che aveva studiato teologia ed era stato ordinato sacerdote a Roma, era devotissimo alla Madonna a cui aveva intitolato la Milizia dell’Immacolata, un movimento di laici e religiosi attento ai nuovi mezzi di comunicazione prodotti in proprio con una cittadella nella quale si stampava un giornale e si diffondevano trasmissioni radio. Missionario in Giappone trasferì anche là entusiasmo e impegno per la devozione mariana, fino al ritorno in patria, all’arresto per presunta attività sovversiva e l’internamento in campo di concentramento.

V.Z.
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