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23.01.2020

Allevatori e agricoltori si schierano «È bene ridurre i confini del Parco»

Pecore in Lessinia
Pecore in Lessinia

Sui confini ridotti del Parco si schierano le associazioni Tutela della Lessinia, che raduna diversi allevatori e agricoltori dell’altopiano, e quella dei Proprietari di malghe e terreni della Lessinia. Hanno accolto con soddisfazione il voto favorevole in seconda Commissione al progetto di legge 451 per una nuova definizione dei confini, appoggiata dalla maggior parte dei Comuni, dalle associazioni di categoria degli agricoltori, dal presidente dell’ente gestore e dall’Associazione cacciatori veneti. «Alcune delle argomentazioni portate dalle associazioni ambientaliste per far bocciare il progetto di legge sono delle vere e proprie fake news», osservano gli allevatori, «come la rimozione della protezione alla Spluga della Preta; altre sono ideologiche, basate su una improbabile relazione tra presenza dei vaj nel Parco e l’inquinamento, le polveri sottili e altre gravi problematiche ambientali; le restanti sono false o infondate, come gli scenari di “invasione antropica” frutto solo della fantasia e dell’ignoranza dei proponenti». Per gli allevatori e i proprietari terrieri, «i vaj, anche se fuori dal Parco, non corrono alcun rischio, sono aree intrinsecamente protette grazie alla loro orografia e al buon governo delle popolazioni che ne usufruivano: hanno resistito al disboscamento dei Cimbri, al boom edilizio degli anni Settanta e alla diffusione delle cave ben prima che il Parco fosse istituito, e ad oggi la totalità delle problematiche ambientali (cementificazione, sversamenti, attività estrattiva) sono regolamentate ad ogni livello da severe normative che interessano l’intero territorio». Neppure ci sarebbero rischi per la popolazione degli ungulati selvatici, consistente e stabile o in aumento da molti anni, nonostante il prelievo venatorio praticato in Lessinia «e l’area contigua, costituita dai territori che usciranno dal Parco, godrà della protezione prevista dal regolamento regionale che verrà appositamente redatto in cui si potranno prevedere apposite tutele per eventuali elementi naturali a rischio», aggiungono, facendo notare che «una vera tutela del territorio può essere fatta solo in modo organico e in questo senso il Parco risulta essere uno strumento ampiamente sorpassato, a maggior ragione il nostro, dotato di un piano ambientale inadeguato e vecchio di 24 anni». Insomma il taglio di una parte del Parco non sarebbe l’inizio di un Far West, secondo le associazioni degli allevatori e proprietari terrieri, «ma una gestione complessiva di tutti i fattori di rischio che sarà ulteriormente migliorata dopo l’approvazione del progetto di legge, consentendo maggiore capacità di amministrazione. La Lessinia oggi è minacciata da problemi gravi e concreti legati all’abbandono e alla scarsa manutenzione del territorio. La soluzione passa necessariamente anche attraverso la riduzione della burocrazia, all’allentamento di vincoli e disposizioni inutili e alla capacità dell’amministrazione pubblica di intervenire velocemente in caso di problematiche emergenti ed è in questa direzione che abbiamo sostenuto questa proposta». La costituzione dei vaj come area contigua esterna al Parco «darà la possibilità di amministrarli in maniera più flessibile, come canali di collegamento tra le vallate e l’area protetta, particolarmente idonei per diventare il “cuscinetto” che manca in Lessinia per risolvere alcuni problemi come ad esempio la lotta per la riduzione del cinghiale che sta danneggiando in maniera importante i pascoli, i prati e le altre colture non solo in Lessinia ma anche in collina e in pianura. Nell’area Parco, con un’eventuale deroga, invece, sarebbe possibile effettuare solo un prelievo venatorio limitato in selezione con risultati modesti», concludono. Sul versante opposto ci sarà oggi alle 13.30 a Palazzo Ferro Fini a Venezia una conferenza stampa dei consiglieri regionali emeriti, Alberto Tomiolo e Mao Valpiana, promotori della legge 12/1990 istitutiva del Parco della Lessinia. Presenti i consiglieri regionali in carica Piero Ruzzante e Cristina Guarda. •

Vittorio Zambaldo
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