L'esperto rassicura

Allarme lupi
Ai campi Saf
chiedono garanzie

Qualche timore lo ha dato la recente predazione dei lupi ai danni di una manza a Campofontana non solo agli allevatori ma anche a don Nicola Giacomi, responsabile del centro diocesano per la pastorale giovanile e direttore dei campi Saf (Settimane di azione e formazione), che dal 1972 si tengono nella frazione cimbra di Selva di Progno. Don Nicola, nato in Lessinia, vuol trasmettere ai suoi ragazzi lo stesso amore per la montagna ma vuole delle garanzie: poter far alzare all’alba i ragazzi per vedere il sorgere del sole; poter continuare a frequentare di notte la Collina del silenzio vicino all’isolata chiesetta di San Rocco dove i giovani dei campi Saf si recano a meditare da soli o in gruppo, avere insomma delle garanzie che i lupi non faranno del male a nessuno.

 

I ragazzi passano una settimana intera nella struttura e da 45 anni la casa di Campofontana è riferimento per diocesi e parrocchie che vi portano gruppi divisi per fasce d’età. Si calcola che dal 1972 siano 70mila i veronesi che fra i 14 e i 17 anni sono passati dai campi Saf che la diocesi vorrebbe continuare anche per l’investimento economico impegnato per risistemare la struttura alle nuove normative.

 

Renato Semenzato biologo che lavora per la Regione all’interno del progetto Life WolfAlps rassicura: «Negli ultimi 150 anni non ci sono notizie, in Europa occidentale, di casi di predazione di lupo sulle persone. Sono eventi che capitano oggi solo in Paesi molto diversi per condizioni economiche, sociali e strutturali, come l’India, dove bambini vengono impiegati nella pastorizia ed esposti al rischio predazioni», commenta il biologo. «Da noi il contesto è completamente diverso e lo si può spiegare con calma e semplicità sia ai ragazzi, sia ai loro educatori: è importante che chi ha la responsabilità di tanti minori possa lavorare con tranquillità e sicurezza», dice.

 

I pericoli in montagna e in generale in campagna ci sono e sono diversi da quelli della città, dove si può essere uccisi camminando per strada sulle strisce. In campagna e in montagna ci sono anche le vipere, ci sono insetti come vespe e calabroni che possono essere molto pericolosi per persone allergiche al veleno; ci sono frane e cedimenti di alberi e rami, le mucche stesse se disturbate con i vitellini vicini: tutti pericoli che si devono mettere in conto. 

V.Z.

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