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28.05.2020 Tags: San martino Buon Albergo

Villa Girasole, inizia la sua rinascita

Villa Girasole immersa in uno splendido parco
Villa Girasole immersa in uno splendido parco

Sarebbero dovuti partire a inizio anno, i lavori per la sistemazione dell’esterno di Villa Girasole, la casa girevole di Marcellise voluta dall’ingegnere Angelo Invernizzi e realizzata con l’architetto Ettore Fagiuoli negli anni Trenta. La pandemia ha bloccato tutto e ora con le prime schiarite nell’emergenza sanitaria Covid-19 gli ingranaggi - non quelli della casa, costretta da vent’anni allo stop, ma quelli burocratici - si sono rimessi in movimento. Lo assicura il notaio Vincenzo Scaduto, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Il Girasole – Angelo e Lina Invernizzi, voluta dalla figlia Lidia e affidata alla Fondazione Cariverona. Qui c’è da chiarire: ma chi è il vero proprietario dell’immobile e dei suoi annessi? «La Fondazione Il Girasole», risponde il notaio Scaduto, «perché Cariverona ha solo il compito di nominare il cda, cosa avvenuta nel 2017, indicandomi come presidente affiancato dai consiglieri ingegnere Alessia Canteri e avvocati Claudio Carcereri de Prati e Alessandro Rigoli». Ma dalla morte dell’ultima proprietaria nel 2014, non si sono visti né progetti né lavori: «Ecco, chi guarda dall’esterno vede un parco in abbandono e una struttura con parti della facciata in decadenza, ma ci sono passaggi che hanno una valenza burocratica fastidiosa. Per quanto la cosa possa apparire incomprensibile agli occhi lucenti di una luminosa mente quattordicenne», aggiunge il presidente riferendosi all’appello lanciato sulla rete da Phoebe Bruti per la tutela della villa e del suo contesto, «le azioni umane procedono dibattendosi fra mille doveri tristi: preventivi, delibere, contratti, incarichi, tutti tributi alla legalità e alla trasparenza, che smorzano la fantasia, ma doverosi. Perché altrimenti dovremmo sostituirli con la pluripotenza, solitaria e incontrollata, di qualche demiurgo, per il quale non abbiamo propensione». Si dice che la villa sia stata svuotata del suo arredamento, originale e unico quanto il suo fascinoso movimento: «I mobili sono stati tolti e spostati dal precedente cda per assicurarne la conservazione», spiega il presidente e alla contestazione che di solito questa è l’anticamera della «perdizione» si infiamma e promette: «Sottoscrivo una dichiarazione: troviamoci alla fine di tutto con la villa e il suo patrimonio a posto». Ma adesso siamo in mezzo al guado: la Fondazione è stata portata in tribunale perché nell’atto di vendita dei terreni agricoli appartenuti alla villa, il precedente cda ha inserito anche Corte Lavel, che non si sarebbe dovuta alienare perché struttura, pare di origine Cinquecentesca e che sarebbe attribuibile all’architetto Sanmicheli. «Il nuovo cda, che presiedo, ha impugnato l’atto ritenendo inammissibile separare questo fabbricato dalla villa, oltre che costituire una servitù di passaggio sul parco, e far perdere alla villa un indispensabile polmone di servizio, dove eventualmente organizzare attività logistiche di supporto a quelle che si potrebbero tenere in villa», sostiene Scaduto. La contestazione della vendita parte da un dato di fatto: un immobile di oltre 50 anni, appartenente a una Fondazione, per essere venduto ha necessità dell’autorizzazione del ministero dei Beni e delle Attività culturali. «Ma l’autorizzazione non esiste perché la Fondazione Girasole non l’ha chiesta e non lo chiederà. Abbiamo fondati motivi per ritenere che la vendita di Corte Lavel non sia valida. Abbiamo atteso questi anni nella speranza di arrivare a un accordo con la controparte, che purtroppo non è maturato, e quindi ci si rimette alla decisione del giudice». Ecco spiegato, secondo il presidente, il motivo dei ritardi nell’avvio dei lavori, ma ora è arrivata la decisione importante del cda: «Non possiamo più attendere: si va avanti con i lavori all’esterno della villa, indebolita da infiltrazioni di umidità, e partiranno in questi giorni le richieste di preventivo. Poi sarà sistemato il parco». Di pari passo procederà «una discussione con chiunque vorrà parteciparvi su idee e progetti di rivitalizzazione di Villa Girasole. Sarà importante che vi siano autorità e istituzioni, ma anche cittadini perché la Villa è manifestazione di cultura che è di tutti», conferma il notaio. Tornerà a muoversi Villa Girasole? «Non posso dire se riusciremo a farla girare su se stessa come mi auguro, ma certo si muoverà oltre l’immobilismo in cui è rimasta in questi anni, verso un utilizzo come merita il suo spessore culturale», conclude. •

Vittorio Zambaldo
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