LA BOZZA NELLA MANOVRA ECONOMICA

Indennità dei sindaci, in vista aumenti dal 29 all'80% rispetto allo «stipendio» di Zaia

Sindaci durante un evento dell’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani
Sindaci durante un evento dell’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani
Sindaci durante un evento dell’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani
Sindaci durante un evento dell’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani

Dopo anni di richieste, di discussioni all’interno dell’ Anci (Associazione dei Comuni italiani), di spinte ai diversi Governi, i sindaci hanno ottenuto il tanto agognato riconoscimento. Ovviamente economico. Si tratta per ora di una bozza contenuta all’interno della nuova Manovra e che probabilmente sarà destinata a subire diverse modifiche. Quel che è certo, è che le variazioni previste dal testo attuale produrrebbero aumenti importanti rispetto a oggi.

 

Andando nel dettaglio, i Comuni potranno alzare l’indennità portandola nel caso dei sindaci delle Città metropolitane e dei Comuni sopra i 500 mila abitanti allo stesso livello di quelle percepite dai presidenti di Regione, mentre per tutti gli altri sono stati previsti aumenti in calando al calare della popolazione, ma la base di calcolo resterebbe sempre quella dei 13.800 euro lordi al mese fissati per i governatori. Per rendere l’idea, nella provincia di Verona l’incremento più generoso, dell’80 per cento di quei 13.800 euro, spetterà al sindaco del capoluogo, dove i residenti superano i 250mila.

 

Nella fascia tra i 30mila e i 50mila abitanti, dove è previsto un aumento dell’indennità del 35 per cento, c’è solamente Villafranca mentre potranno contare su un incremento del 30 per cento tutti i sindaci dei Comuni con popolazione compresa tra le 10mila e le 30mila unità: Legnago, San Giovanni Lupatoto, San Bonifacio, Bussolengo, Sona, Pescantina, Negrar, Cerea, Bovolone, San Martino Buon Albergo, Valeggio sul Mincio, Zevio, Sommacampagna, Castelnuovo del Garda, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Castel d’Azzano, Isola della Scala, Peschiera, Grezzana, Vigasio, Oppeano.

 

Un ulteriore scalino, con un aumento del 29 per cento, è previsto per i Comuni tra i 5mila e i 10mila abitanti: Monteforte d’Alpone, Colognola ai Colli, Lavagno, Caprino Veronese, Cologna Veneta, Nogara, Mozzecane, Caldiero, Povegliano Veronese, Bardolino, Soave, Buttapietra, Lazise, Arcole, Cavaion Veronese, Ronco all’Adige, Villa Bartolomea, Casaleone, Gazzo Veronese, Albaredo d’Adige, Illasi, Veronella. Altro gradino, con un incremento dell’indennità del 22 per cento è per i Comuni tra i 3mila e i 5mila abitanti che nel Veronese sono Tregnago, San Giovanni Ilarione, Zimella, Minerbe, Montecchia di Crosara, Garda, Fumane, Sanguinetto, Costermano, Nogarole Rocca, Roncà, Salizzole, Castagnaro, Malcesine, Bosco Chiesanuova, Belfiore, Isola Rizza, Marano, Pastrengo, San Pietro di Morubio, Torri del Benaco.

 

Infine, l’ultimo gradino riguarda i Comuni tra i mille e i 3mila abitanti per i quali l’aumento ipotizzato è del 16 per cento: Sorgà, Trevenzuolo, Badia Calavena, Mezzane di Sotto, Roverchiara, Cerro Veronese, Vestenanova, Sant’Anna d’Alfaedo, Pressana, Brenzone, Dolcè, Angiari, Affi, Rivoli Veronese, Terrazzo, Roverè, Bonavigo, Erbè, Bevilacqua, Roveredo di Guà, Cazzano di Tramigna, San Zeno di Montagna, Boschi Sant’Anna, Brentino Belluno, Palù, Concamarise.

 

Sarà il singolo sindaco a decidere se cogliere questa opportunità e aumentarsi l’indennità. E questo è un nodo delicato: il Governo ha previsto un fondo ad hoc con 100 milioni per il 2022, 150 milioni per il 2023 e 220 milioni a decorrere dal 2024 ma lo Stato «concorrerà» alla spesa, che per il resto sarà a carico delle casse del Comune interessato. Servirà quindi passare attraverso l’approvazione del consiglio comunale. E, quindi, dei cittadini. 

Francesca Lorandi