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07.06.2019

San Martino vince
il premio
«Città che legge»

Primo a pari merito con Roseto degli Abruzzi (Teramo) fra i progetti dei paesi della fascia fra 15mila e 50mila abitanti, che hanno partecipato al bando del ministero per i Beni e le attività culturali, San Martino Buon Albergo può a ragione fregiarsi del titolo di “Città che legge”.

 

Il progetto “Letture senza formato. Il piacere di leggere tra carta, web, app ed ebook” era stata inviato un anno fa al Centro per il libro e la lettura gestito dall’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni d’Italia e dal report risultante è in testa alla classifica che premia con 30mila euro ciascuno i cinque migliori progetti.

 

C’è soddisfazione da parte del sindaco Franco De Santi, dell’assessore alla Cultura Caterina Compri, della responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune Maddalena Mantovani e di Giuliano Annibaletti, presidente di Charta, cooperativa sociale onlus che da maggio 2018 gestisce il complesso delle attività e dei servizi erogati dalla biblioteca comunale “Don Lorenzo Milani” e che ha collaborato alla stesura del progetto nel quale sono coinvolti l’Istituto comprensivo, la Residenza per anziani San Giuseppe, l’Associazione italiana dislessia, il Lions Club International, Verona FabLab, la libreria per l’infanzia Valmirtilla e la cooperativa sociale Opificio dei sensi.

 

Il finanziamento del premio consentirà l’acquisto di 15 nuovi tablet, di diversi pacchetti di app e la sottoscrizione di un abbonamento a una piattaforma digitale per la lettura di quotidiani e periodici on line anche in lingua originale, come richiesto da molte comunità straniere presenti in paese. Si potranno avvicinare i bambini a nuove forme di lettura digitale; attivare laboratori per imparare a scrivere programmi e a svilupparli; diventare “donatori di voce” in collaborazione con il progetto “Libro parlato Lions” per realizzare un audiolibro da inserire nell’audiobiblioteca ed accessibile a titolo gratuito, attraverso una app, agli ospiti della residenza anziani San Giuseppe.

 

Permetterà a nonni e nipoti di incontrarsi su nuove tecnologie e nello stesso tempo agli anziani di poter ascoltare la voce registrata dei propri cari anche quando non siano fisicamente presenti. Si potrà sensibilizzare, attraverso l’Associazione italiana dislessia, sui temi dei disturbi dell’apprendimento, promuovendo percorsi di aggiornamento professionale per insegnanti che possano aiutare con app e software i ragazzi affetti da questi disturbi a scoprire che la lettura è un piacere e non una tortura. 

Vittorio Zambaldo
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