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11.07.2019

La scuola per adulti ha fatto il pienone

Gli studenti che hanno frequentato i corsi con gli insegnanti del Cpia FOTO AMATO
Gli studenti che hanno frequentato i corsi con gli insegnanti del Cpia FOTO AMATO

Si è chiuso con una bella e partecipata festa attorno a un banchetto nel cortile delle scuole Barbarani, l’anno di studio organizzato dal Centro provinciale istruzione adulti (Cpia). La scuola stessa non è stata in grado di accogliere i numerosi iscritti con lo spazio a disposizione e l'amministrazione comunale ha sensibilmente accolto la richiesta di concedere ulteriori spazi, che sono stati trovati nell’edificio occupato dall’Isac (Istituzione servizi al cittadino) di via Roma. Così ben 120 persone hanno potuto frequentare il corso di italiano e di prima alfabetizzazione, strutturato su vari livelli per un intero quadrimestre e per complessive 100 ore. «Sono state impegnate tutte le mattine e ci sono stati anche dei corsi pomeridiani», spiega l’insegnante Carla Gobbetti, che ha portato avanti il progetto, «non solo con adulti stranieri, ma anche con ragazzi italiani che a partire dai 16 anni erano a rischio dispersione per l’uscita dal corso regolare di studi. È stata una grande opportunità l’offerta di completare in un anno i tre anni della licenza media e alla fine diplomarsi con un regolare esame di stato», spiega, ringraziando il sindaco Franco De Santi e la dirigente scolastica Anna Paola Marconi che hanno accolto la richiesta e agevolato con l’ampliamento degli spazi la possibilità di accogliere le numerose richieste, fra l’altro tutte di persone residenti a San Martino. «Abbiamo avuto contatti dalla fine dello scorso agosto, con la richiesta di spazi per accogliere le numerose richieste di iscrizione», conferma l’assessore Giulio Furlani, «e abbiamo trovato la soluzione cedendo a titolo gratuito un locale di proprietà comunale nello spirito di collaborare all’integrazione di queste persone con il tessuto sociale del paese». Il mondo dei partecipanti rappresentava davvero il pianeta, con maschi e femmine senegalesi, marocchini, nigeriani, cinesi, pakistani, romeni e moldavi, oltre a numerosi latinoamericani, tutti fra i 16 e i 45 anni di età. «La scuola non è solo alfabetizzazione ma anche educazione civica», aggiunge l’insegnante, «perché spieghiamo come muoversi con i mezzi pubblici, come presentare i documenti, le regole da rispettare per la raccolta differenziata, tutto quanto sia utile per la convivenza e la collaborazione con gli altri cittadini». Per chi fosse in grado e ne ha le possibilità, la scuola prepara anche per un percorso di vita professionalizzante e all’ingresso nella scuola superiore: «L’obiettivo è accompagnare e contribuire all’integrazione. Non è rivolta solo a stranieri, ma ci sono anche tanti italiani che la frequentano, ragazzi ultrasedicenni che per vari motivi hanno abbandonato il percorso scolastico: per questo parliamo di scuola per adulti, non per stranieri». La scuola di San Martino appartiene alla sede di Verona 3 Borgo Venezia, una delle dieci sedi associate al Cpia, con oltre 3.400 alunni in città e provincia, solo per l’ultimo anno scolastico, di cui è dirigente Nicoletta Morbioli: «Reputo un successo che 120 persone residenti abbiano frequentato i corsi e se vogliamo parlare di inclusione, questo è il vero strumento per creare comunità. Gli adulti imparano non solo la lingua ma anche gli strumenti necessari per vivere nella nostra società: penso a come pagare le bollette o come presentarsi a un colloquio con gli insegnanti dei propri figli. La cosa che ci ha fatto più piacere è che la stessa dirigente scolastica abbia notato un miglioramento negli alunni seguiti da genitori che frequentano la scuola per adulti». •

V.Z.
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