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17.12.2019

La collega di Roxana rivela «Voleva tornare a studiare Il suo sogno s’è spezzato»

Roxana Iordache, la giovane morta nell’incidente stradale assieme a sua madre
Roxana Iordache, la giovane morta nell’incidente stradale assieme a sua madre

Era andata a prendere la mamma al termine del suo lavoro settimanale di badante, Roxana Iordache, la ventottenne di San Martino Buon Albergo che con la madre Elena ha trovato la morte a San Gregorio di Veronella sabato sera nel terribile impatto frontale con un’altra auto. Era così tutte le settimane: la mamma lavorava dal lunedì al sabato sera per poi tornare in famiglia con le figlie Roxana e Alexandra nella giornata di domenica. La notizia arriva da Abi, giovane etiope, che con Roxana condivideva il lavoro di cameriere al ristorante Roadhouse all’interno del centro commerciale Le Corti Venete. «Era in ferie da una settimana e domenica sarebbe stato il suo ultimo giorno di riposo», racconta Abi, «ma l'aspettavamo perché ci aveva assicurato che sarebbe passata a salutarci come del resto faceva spesso quand’era di riposo, venendo a trovarci nei momenti di pausa dal lavoro». Domenica, invece, Roxana non si è presentata. È arrivata la sorella maggiore Alexandra per dire di non aspettarla, perché lei non sarebbe più venuta. «La notizia dell’incidente è stata tragica: l’abbiamo saputa qui durante l’orario di lavoro e più nessuno di noi cinque che eravamo di turno è riuscito ad essere come prima, dopo quel pensiero fisso di Roxana che ci martellava in testa», racconta Abi, in perfetto italiano senza alcuna inflessione, nonostante sia da noi da pochi mesi: «Ma lo avevo già studiato in Etiopia», rivela. Lui, ma anche Julie, un’altra ragazza di colore che condivideva il lavoro e che sono stati assunti insieme lo scorso luglio, quando il locale aveva aperto da poche settimane, non hanno parole per descrivere il loro stato d’animo: «Non ci spettavamo una cosa del genere: era una ragazza sempre allegra, gentile, divertente, faceva sorridere tutti», sottolinea Julie, che l’aveva conosciuta nell’agenzia del lavoro che le aveva indirizzate entrambe alla Roadhouse. «Una ragazza simpatica e piena di vita, brava e pacata sul suo lavoro«, aggiunge Abi, «anche generosa» e racconta che sempre, quand’erano di turno insieme la sera, lei si offriva di accompagnarlo fino a San Michele a prendere l’autobus per Verona: «Io vivo in città e vengo a lavorare in bicicletta, ma di sera lei preferiva che non andassi per strada in bicicletta e mi accompagnava in auto. Era felice perché la settimana prossima le sarebbe arrivata l’auto nuova». Ragazza generosa e piena di vita, ma anche con progetti di crescita personale e professionale: «Mi parlava che avrebbe voluto studiare: purtroppo dovendo mantenersi non aveva proseguito gli studi dopo le superiori, ma visto che il lavoro di cameriera le lasciava tempo libero durante la giornata, perché noi siamo impegnati dalle 11 alle 15 e poi dalle 18 alle 23, avrebbe voluto iscriversi all’università. Mi parlava di Economia. Aspettavamo lei domenica per passare insieme i momenti di pausa», conclude Abi, «ma invece è arrivata una notizia così brutta».

Vittorio Zambaldo
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