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11.10.2019

L’uomo delle pietre Lineri e il racconto dei suoi «giaroni»

«Alle parole ho preferito i silenzi dei giaroni»: incontro con Luigi Lineri e con alcuni filmati tratti dalle interviste che Attilio Solzi gli ha fatto nel tempo. L’evento sarà oggi, alle 15, in sala Ferrari-Donini, per le lezioni dell’università della terza età e del tempo disponibile di San Martino Buon Albergo. A condurlo saranno le professoresse Anna Solati ed Elisa Zoppei, con l’editore Pierluigi Perosini con cui Lineri ha pubblicato le sue opere. Lineri è «l’uomo che sussurra alle pietre»: dal 1964, infatti, raccoglie testimonianze della preistoria nei greti dei fiumi in una ricerca dai criteri del tutto personali, ma certamente affascinanti. Il tempo libero dal lavoro di inserviente ed infermiere nell’ex ospedale di Zevio, paese in cui è nato e vive, Lineri lo dedicava, come oggi, ad esplorare il greto dell’Adige. Va alla ricerca di quelle pietre che, secondo lui, per le loro forme in cui ripetutamente si presentano, non sarebbero frutto casuale dell’erosione dell’acqua ma vere opere artistiche di antiche popolazioni che hanno lasciato nel fiume le proprie testimonianze documentarie. Per sistemare ordinatamente tutto questo ingente materiale, l’artista ha realizzato un vero e proprio «museo» nei due piani di un vecchio fienile che si trova di fronte a casa sua. A questa sua ricerca, a questa sua catalogazione delle «testimonianze» rinvenute, ha dedicato anche il volume «Adige. Un fiume di memorie», Perosini editore, 1993. Oltre al lavoro sulle pietre, Lineri ha affrontato anche quello legato alla ceramica e alla poesia in dialetto con testi pubblicati. Questo uomo particolare, silenzioso ed anche un po’ eccentrico, è sempre rimasto, però, ai margini della cosiddetta «cultura ufficiale». E, forse, proprio per questo la sua figura e le sue opere incuriosiscono ancora di più. Sicuramente, anche perché circondate da un alone di mistero che le rendono ancora più affascinanti ed attraenti. Un fatto però è incontrovertibile: all’estero è molto conosciuto e sue opere sono esposte al museo dell’Art Brut di Losanna, Svizzera, e a Parigi. •

G.C.
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