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26.03.2018

L'innovazione entra
in classe: gli alunni
diventano i prof

Difficile non amare una scuola che apre le porte anche di sabato pomeriggio, che si anima di bambini che diventano insegnanti dei loro nonni e di adulti che tornano scolari. È stato un successo il pomeriggio che l’Istituto comprensivo Berto Barbarani ha dedicato all’innovazione, alla tecnologia, alla robotica applicata alla didattica.

 

Corridoi e aule sono state un brulicare di iniziative, di esperimenti, di curiosità, di prove, di successi, con oltre 500 iscritti, anche da fuori provincia, in 10 laboratori: c’erano all’ingresso e ad ogni piano gli studenti del quarto anno dell’Istituto Alberghiero Berti, indirizzo “Ricevimenti”, ad accogliere i visitatori e a orientarli nei vari laboratori; c’erano i liceali del Maffei a mostrare il funzionamento della barchetta a vapore e altri esperimenti proposti da Reinventore; c’erano i bambini sanmartinesi a spiegare ai loro nonni come si costruisce un programma, che codici si usino per far camminare sullo schermo un personaggio creando un cartone animato virtuale; l’artigianato digitale di Verona FabLab; Coderdojo Verona a disposizione per insegnare a scrivere programmi per il computer, sviluppare siti web, applicazioni, giochi; 3D Print & Music Therapy per realizzare veri strumenti musicali con la stampate a tre dimensione e suonarli con la guida di un musicoterapeuta, e tanto altro ancora. Debora Niutta, animatrice digitale dell’Istituto comprensivo è stata l’anima del progetto: «Volevamo mostrare anche all’esterno della scuola che c’è un modo diverso di far lezione: si può imparare dall’italiano, all’inglese, alla tecnologia giocando e sviluppando le potenzialità dello strumento come gioco».

 

La dirigente scolastica Anna Paola Marconi ha voluto coinvolgere anche Telefono Azzurro per illustrare i rischi della dipendenza e delle tematiche relative al cyberbullismo e alla sicurezza in rete: «Scienze ed educazione scientifica devono trovare spazio anche oltre la scuola, perché non possiamo più ignorare di vivere immersi nel tecnologico e occorre sapere padroneggiarlo da soggetti non più solo da consumatori», conclude. 

Vittorio Zambaldo
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